In una serata per lunghi tratti sul punto di sfuggire di mano, i New York Knicks costruiscono una delle rimonte più clamorose della storia delle Finals NBA, imponendosi 107-106 in gara-4 contro i San Antonio Spurs e portandosi sul 3-1 nella serie per il titolo. Per tre quarti abbondanti l’inerzia sembra completamente nelle mani degli ospiti, capaci di indirizzare il match con un primo tempo di livello altissimo.
San Antonio domina la scena offensiva nei primi 24 minuti, trovando ritmo e precisione dall’arco. I texani mettono a segno 14 triple nei primi 24 minuti, record per una prima metà di gara delle Finals, e rientrano negli spogliatoi con un margine di 27 punti che appare quasi definitivo. Nel terzo quarto i Knicks provano a rientrare, arrivando fino a -15, ma gli Spurs respingono ogni tentativo e aprono l’ultimo periodo ancora avanti di 20 punti, dando l’impressione di avere la partita sotto controllo.
È però nell’ultimo quarto che cambia completamente il copione. Sostenuti da un’intensità difensiva crescente e dalle giocate di Jalen Brunson, i Knicks iniziano una rimonta progressiva, possesso dopo possesso, fino a cancellare lo svantaggio. A 1’22” dalla fine è proprio Brunson a segnare il canestro del sorpasso sul 105-104. La replica di San Antonio arriva con due liberi di Stephon Castle: riportano il punteggio sul 106-105. Nel finale gli Spurs commettono errori pesanti e concedono l’ultima occasione. Il tiro di Brunson non entra, ma OG Anunoby cattura il rimbalzo offensivo e segna il 107-106 con 1.2 secondi sul cronometro.
Al Madison Square Garden esplode la festa: i Knicks completano la più grande rimonta mai registrata nelle Finals NBA, trasformando una serata che sembrava compromessa in un successo storico. San Antonio, al contrario, esce con grande rammarico dopo aver toccato anche il +29 e aver perso il controllo nel finale.