Il messaggio che arriva da Como è netto e non lascia spazio a interpretazioni: Martin Baturina non è sul mercato. Le offerte non mancano, così come l’interesse delle grandi società europee, ma il club lariano ha deciso di fare muro attorno a uno dei suoi talenti più preziosi.
Una scelta che racconta non soltanto la fiducia nelle qualità del centrocampista croato, ma anche l’ambizione di una società che vuole consolidarsi ai vertici e cambiare definitivamente dimensione.
Negli ultimi giorni sulla scrivania del direttore sportivo Charlie Ludi sono arrivate proposte economicamente molto importanti. La più significativa porta la firma dell’Aston Villa, fresco vincitore dell’Europa League, che avrebbe messo sul tavolo una cifra compresa tra i 50 e i 55 milioni di euro.
Un’offerta di assoluto rilievo per un giocatore che si appresta a vivere il primo Mondiale della propria carriera con la Croazia e che continua ad attirare l’attenzione dei principali club del continente.
Non sarebbe stata l’unica proposta proveniente dalla Premier League. Un’altra società inglese avrebbe tentato l’affondo, ricevendo però la stessa risposta. Il Como considera Baturina un elemento centrale del proprio progetto e ritiene che soltanto una cifra fuori da ogni parametro di mercato, vicina agli 80 milioni di euro, potrebbe aprire una riflessione.
Un valore che riflette la strategia della proprietà indonesiana: trattenere i migliori talenti e costruire gradualmente una squadra capace di competere con le realtà più importanti del calcio europeo.
Del resto, l’interesse per il centrocampista classe 2003 non nasce oggi. Già nei mesi scorsi si era mosso anche il Bayern Monaco, che aveva monitorato attentamente la situazione prima di scegliere altre strade. Segnale evidente di quanto il profilo del croato sia ormai considerato tra i più interessanti nel panorama internazionale.
L’investimento sostenuto dal Como per portarlo in Italia era stato importante fin dall’inizio. Nell’estate scorsa il club aveva versato alla Dinamo Zagabria 17 milioni di euro come parte fissa, aggiungendo ulteriori 8 milioni di bonus. Una cifra rilevante che oggi appare pienamente giustificata dall’evoluzione del giocatore.
La sua stagione, infatti, è stata caratterizzata da una crescita costante. Dopo un periodo iniziale di adattamento non semplice, il punto di svolta è arrivato a gennaio durante la sfida contro il Bologna. Con il Como in svantaggio e ormai vicino alla sconfitta, Baturina entrò dalla panchina e, nei minuti di recupero, realizzò una rete straordinaria: una finta a liberarsi del difensore, il cambio di piede e una conclusione imparabile sotto l’incrocio.
Da quel momento Cesc Fabregas ha iniziato a concedergli continuità da titolare, ricevendo in cambio prestazioni sempre più convincenti, impreziosite da altre quattro reti e tre assist nel finale di campionato.
La scelta di respingere le offerte per Baturina non rappresenta un caso isolato. Negli ultimi mercati il Como ha rifiutato diverse proposte milionarie per i propri giocatori più rappresentativi. A gennaio il Marsiglia aveva offerto 20 milioni per Lucas Da Cunha senza successo.
Nell’estate del 2025 il Tottenham aveva tentato più volte di arrivare a Nico Paz, passando da una prima offerta di 40 milioni fino a sfiorare quota 70. Anche in quel caso la risposta fu negativa. Stessa sorte per l’Everton, che si era presentato con una proposta da 45 milioni per Assane Diao, considerata insufficiente rispetto alla valutazione del club.
Dietro questa linea c’è una precisa visione aziendale. Come spiegato dal presidente Mirwan Suwarso, il Como si trova ancora in una fase di sviluppo assimilabile a quella di una start-up in forte crescita. Pur potendo contare sulla solidità economica della famiglia Hartono, il cui gruppo genera un fatturato annuo nell’ordine di decine di miliardi di dollari, l’obiettivo non è realizzare guadagni immediati attraverso le cessioni, ma aumentare il valore sportivo e patrimoniale del club.
La strategia adottata negli ultimi mesi sembra aver dato ragione alla dirigenza. Sotto la guida di Fabregas, il valore complessivo della rosa è cresciuto in maniera impressionante, generando una rivalutazione virtuale superiore ai 124 milioni di euro rispetto ai costi sostenuti per costruirla. È la dimostrazione concreta della filosofia perseguita dal Como: prima far crescere i talenti, poi eventualmente monetizzarli. Fino a quel momento, le offerte possono anche arrivare, ma la porta resterà chiusa.