Il Milan si avvicina a una svolta decisiva. Quella che si apre potrebbe essere l’ultima settimana con diverse caselle ancora vuote nell’organigramma societario e tecnico rossonero. La proprietà, guidata da Gerry Cardinale, è infatti pronta a sciogliere i nodi relativi al nuovo direttore tecnico e al prossimo allenatore, due scelte considerate fondamentali per il presente e soprattutto per il futuro del club.
Da Casa Milan filtra la volontà di non affrettare i tempi, ma la sensazione è che le decisioni definitive siano ormai vicine. I candidati attendono una risposta e la dirigenza sa di non poter prolungare ancora l’attesa.
Rangnick detta le condizioni
In cima alla lista resta Ralf Rangnick, attuale commissario tecnico dell’Austria e profilo particolarmente apprezzato da Cardinale per la sua visione manageriale del calcio.
Negli ultimi mesi il tecnico tedesco ha avuto diversi colloqui con il fondatore di RedBird, con Zlatan Ibrahimovic e con l’amministratore delegato Giorgio Furlani. Rangnick si sarebbe detto disponibile ad accettare il progetto Milan, ma avrebbe posto condizioni molto precise.
L’ex dirigente del Lipsia vuole avere il controllo dell’intera area sportiva: dalla scelta dell’allenatore a quella del direttore sportivo, passando per la struttura dello scouting e la filosofia del settore giovanile. Un vero e proprio pacchetto completo che includerebbe anche l’inserimento di numerosi collaboratori di sua fiducia.
La richiesta più importante riguarda però l’autonomia decisionale. Rangnick vuole chiarezza sul proprio ruolo e pretende la possibilità di operare senza interferenze esterne, soprattutto per quanto riguarda il mercato e la costruzione della squadra.
Nel frattempo l’Austria spinge per trattenerlo e ha già avanzato una proposta di rinnovo fino agli Europei del 2028. Il tecnico, però, vorrebbe definire il proprio futuro prima dell’inizio dei prossimi impegni della nazionale, evitando di trascinare ulteriormente una situazione ancora aperta.
Qualora l’operazione non dovesse andare in porto, il Milan continua a valutare anche Ramon Planes, ex dirigente del Barcellona e altro profilo molto stimato dalla proprietà.
Glasner aspetta il via libera
Sul fronte panchina il nome più caldo resta quello di Oliver Glasner.
L’allenatore austriaco, reduce dall’esperienza al Crystal Palace, sarebbe stato indicato proprio da Rangnick come tecnico ideale per il nuovo progetto rossonero. Tuttavia la sua candidatura resta forte anche indipendentemente dall’eventuale arrivo del dirigente tedesco.
Nei giorni scorsi Glasner ha incontrato Cardinale e Ibrahimovic, presentandosi con un piano dettagliato sulle idee tattiche e sul possibile sviluppo della rosa attuale. Un confronto che avrebbe impressionato positivamente la dirigenza milanista.
Secondo persone vicine all’allenatore, Glasner sarebbe estremamente affascinato dalla possibilità di guidare il Milan, quella che rappresenterebbe la prima vera grande panchina della sua carriera. Proprio per questo motivo non avrebbe vissuto con particolare delusione la scelta del Bayer Leverkusen di affidarsi a un altro profilo.
Ora l’austriaco aspetta una risposta definitiva dal club rossonero. In caso di mancata chiamata, si prenderà una pausa e valuterà eventuali opportunità nel corso della stagione.
Pochettino resta l’alternativa
L’altra opzione per la panchina porta a Mauricio Pochettino, attuale commissario tecnico degli Stati Uniti.
Anche il tecnico argentino piace per esperienza internazionale e capacità di lavorare con i giovani, ma la sua posizione è complicata dagli impegni legati al prossimo Mondiale, fattore che rappresenta un ostacolo simile a quello che riguarda Rangnick con l’Austria.
Il Milan riflette, valuta e si prepara a scegliere. Dopo settimane di casting e incontri, il momento delle decisioni sembra finalmente arrivato. Da queste nomine passerà gran parte del futuro rossonero.