Milano resta un luogo speciale per José Mourinho, anche se questa volta il suo ritorno non ha nulla a che vedere con la panchina. Lo Special One, presente in città per un evento, ha colto l’occasione per parlare del calcio italiano, tra ricordi, attualità e possibili soluzioni per il futuro di un movimento che, secondo lui, sta attraversando un momento delicato.
Il tecnico portoghese non ha nascosto la propria amarezza per la crisi degli Azzurri: “Crisi calcio Italiano? È triste. Quando non vi siete qualificati ero con Rui Costa e non ci volevamo credere: ‘Com’è possibile che la nostra Italia non ce l’abbia fatta?’, ci chiedevamo.
Però è reale, è successo”. Mourinho ha poi preso posizione contro l’ipotesi di un commissario tecnico straniero: “Non sono d’accordo: non penso che serva un allenatore straniero. L’Italia ha allenatori con il carisma, la qualità, l’esperienza… Non puoi avere Carletto (Ancelotti, ndr), ma puoi avere Max (Allegri, ndr), Antonio (Conte, Ndr) e ce ne sarebbero sicuramente anche altri…”.
Secondo l’allenatore, il problema è strutturale e parte dalla base, come dimostrano le differenze con il sistema portoghese. Da qui anche la sua proposta per rilanciare il calcio italiano: “L’Italia deve pensare molto alla base. Penso che Malagò sia un nome forte: porterebbe tanta esperienza e mi piacerebbe tanto vederlo nel ruolo di presidente della Figc. Lui capirebbe sicuramente la necessità di cambiare la struttura di base. L’Italia è fortissima in tanti sport olimpici (Malagò era presidente del Coni prima dell’ arrivo di Buonfiglio, ndr).. Io andrei con la combo M&M: Malagò e Max”.
Spazio poi all’Inter e a Cristian Chivu, oggi in panchina: “Se mi aspettavo Chivu allenatore? Secondo me è stato molto intelligente: non è passato dal campo alla panchina da una settimana all’altra come hanno fatto altri ex giocatori. Cristian ha fatto anni con i giovani, con la Primavera, ha studiato, ha fatto i corsi. Ha fatto una piccola esperienza in una piazza come Parma, dove aveva meno pressione e responsabilità. È arrivato all’Inter in una situazione di instabilità ed è stato bravissimo a vincere lo scudetto al primo anno. Se mi sono congratulato? No, tutti sappiamo che lo vincerà però lo deve vincere. Non sono superstizioso ma credo molto in queste cose: finché la matematica non lo dirà non sarà fatta. Quando vincerà sarò lì a congratularmi”.
Infine, uno sguardo tra arbitri, campionato portoghese e Mondiale: “Caos arbitri? Mi sono fatto un’idea ma a me non piace fare colpevoli prima che la giustizia si esprima. In Portogallo si dice che non c’è il fumo senza il fuoco, però… speriamo. Io ho fatto battaglie più contro il sistema che contro gli arbitri”.
E ancora: “Farioli come Mourinho? Non voglio sbilanciarmi, però secondo me vincerà il campionato con merito. Sarà campione: poi può piacerti più o meno come gioca o come comunica, ma alla fine ha ragione chi vince”. Sul Mondiale: “Chi vince? Mi piacerebbe il Portogallo… Dai quarti inizia la vera festa”. Sul futuro, nessun dubbio: “Non è ancora arrivato il momento per una nazionale”.