Si apre con una presa di posizione netta la vicenda che coinvolge Gianluca Rocchi, finito nel registro degli indagati per un presunto concorso in frode sportiva. “Questa mattina ho ricevuto un avviso di garanzia. Sono sicuro di aver agito sempre correttamente ed ho piena fiducia nella magistratura. Sono sereno e vado avanti”, avrebbe confidato il designatore arbitrale.
Nella mattinata del 24 aprile è dunque arrivato l’avviso di garanzia, mentre gli inquirenti stanno analizzando diverse partite delle ultime stagioni, in particolare la 2024/25. L’ipotesi di reato richiama quella che oltre vent’anni fa travolse il calcio italiano con Calciopoli: al centro ci sarebbe un possibile condizionamento delle scelte arbitrali, anche attraverso presunte pressioni sul VAR.
L’origine dell’indagine risale a una lettera-denuncia presentata nel maggio 2025 da Domenico Rocca, ex assistente arbitrale, che aveva segnalato presunte anomalie nella gestione di alcune decisioni, tra cui un episodio relativo a Napoli-Fiorentina del maggio 2024. La segnalazione era stata archiviata dalla giustizia sportiva, ma ha comunque contribuito ad accendere i riflettori sulla vicenda.
Dagli ambienti arbitrali non emerge particolare allarme: per uno dei casi contestati è già arrivata l’archiviazione, mentre in un altro episodio si sottolinea la trasparenza, con l’audio integrale reso pubblico a OpenVar e la relativa ammissione dell’errore. Una situazione ancora in evoluzione, ma che riporta alta l’attenzione sul sistema arbitrale italiano.