Un’indagine che riporta alla memoria scenari già vissuti dal calcio italiano. Gianluca Rocchi, designatore arbitrale, sarebbe indagato per frode sportiva in relazione ad alcuni episodi della stagione 2024/25. Nelle scorse ore sarebbe stato notificato un avviso di garanzia: un atto dovuto, ma che accende i riflettori sul funzionamento del sistema arbitrale, con un’ipotesi di reato che richiama quella emersa ai tempi di Calciopoli.
Dagli ambienti arbitrali, tuttavia, filtra cautela: per uno dei casi contestati è già arrivata l’archiviazione da parte della giustizia sportiva, mentre in un altro episodio sarebbe stata garantita piena trasparenza, con audio integrali diffusi e ammissione dell’errore.
Il caso Udinese-Parma: il cambio di decisione al VAR
L’episodio centrale dell’inchiesta riguarda Udinese-Parma. In sala VAR si analizza un possibile fallo di mano: inizialmente Daniele Paterna appare orientato a non concedere il rigore (“non mi sembra fuori dalla sagoma”), salvo poi cambiare improvvisamente idea e suggerire l’on field review all’arbitro Fabio Maresca, che assegna il penalty. Decisiva la trasformazione di Florian Thauvin per l’1-0 finale.
Il punto su cui indagano gli inquirenti è proprio questo cambio repentino: secondo un esposto presentato da Domenico Rocca (poi archiviato dalla giustizia sportiva), il designatore Rocchi avrebbe richiamato l’attenzione degli ufficiali VAR bussando sul vetro della sala operativa. Un’ipotesi delicata, perché il regolamento vieta qualsiasi interferenza esterna: la stanza VAR deve restare isolata, pur essendo visibile dall’esterno attraverso una vetrata.
Nel corso delle indagini, lo stesso Paterna è stato ascoltato come testimone, ma la sua deposizione è stata interrotta dal pm che, anche alla luce delle immagini, avrebbe ravvisato incongruenze, portandolo a essere indagato per falsa testimonianza.
Anche Inter-Verona sotto osservazione
Tra le gare finite sotto la lente c’è anche Inter-Verona dell’8 gennaio 2024. In quell’occasione non fu sanzionata una gomitata di Alessandro Bastoni su Ondrej Duda, avvenuta poco prima del gol decisivo di Davide Frattesi. L’episodio fu poi analizzato nella trasmissione Open VAR, dove emerse l’audio tra l’arbitro Fabbri e il VAR Nasca.
Dalla ricostruzione, la revisione non portò ad alcun intervento e il gol venne convalidato. Successivamente, però, la stessa classe arbitrale ha ammesso l’errore: “Era un gol da annullare”.
Indagine aperta: errori o qualcosa di più?
Il nodo dell’inchiesta resta questo: stabilire se si tratti di semplici errori tecnici, fisiologici in un sistema complesso come quello del VAR, oppure di interferenze indebite nel processo decisionale. Le partite sotto esame sarebbero diverse e il lavoro degli inquirenti è ancora in corso.
Il calcio italiano torna così a fare i conti con dubbi e sospetti su uno dei suoi pilastri più delicati: l’arbitraggio. La risposta, questa volta, dovrà arrivare dalle indagini.