“Sarò un amico che starà in disparte e, se necessario, darà una mano”. Le parole di Claudio Ranieri, pronunciate nell’estate 2025 durante la presentazione del nuovo tecnico Gian Piero Gasperini, si sono rivelate profetiche ma in senso negativo. Lo stesso ex senior advisor giallorosso, che aveva scelto personalmente l’allenatore, aveva ammesso: “Anche a me Gasperini stava antipatico, ma sarà quello giusto per riportare in alto la Roma”.
L’obiettivo era ambizioso, ma la collaborazione tra i due non ha mai trovato una vera armonia. Ranieri puntava su un progetto basato sulla crescita dei giovani e su un percorso graduale, mentre Gasperini, coerentemente con la sua filosofia, chiedeva invece rinforzi immediatamente pronti per centrare la Champions League. Una distanza resa ancora più evidente dai vincoli del fair play finanziario, che hanno limitato le operazioni di mercato.
Già a settembre Ranieri aveva frenato le aspettative: “Al massimo dovremo vendere qualcuno, non possiamo rischiare sanzioni UEFA”. Nonostante un avvio di stagione incoraggiante e un entusiasmo crescente all’Olimpico, la lotta per il quarto posto si è progressivamente complicata.
Il punto di rottura è arrivato dopo il 3-3 contro la Juventus del 1° marzo, quando sono riemersi malumori e tensioni. Prima della gara con il Pisa, Gasperini aveva criticato indirettamente la gestione della rosa, sottolineando l’eccesso di giocatori arrivati a Roma e la scarsa continuità nelle scelte.
La replica di Ranieri è stata netta: ha ribadito che ogni acquisto era stato condiviso e approvato dall’allenatore, respingendo l’idea di essere un semplice “garante”. Da quel momento lo scontro si è fatto pubblico, fino alla rottura definitiva e all’attesa del comunicato ufficiale sul suo addio.
Parallelamente, la sua intervista prima della gara col Pisa ha irrigidito anche la proprietà Friedkin, che l’ha interpretata come un’ingerenza oltre il ruolo di consulente.
Dopo aver rifiutato nell’estate 2025 la panchina della Nazionale per fedeltà alla Roma, Ranieri potrebbe ora tornare nei radar di Coverciano. Non come allenatore, ruolo che considera chiuso, ma forse con un incarico dirigenziale o tecnico nel futuro progetto azzurro.