Otto anni possono sembrare un’eternità nel calcio moderno, eppure per Riccardo Orsolini rappresentano molto più di una semplice parentesi. Dal gennaio 2018 a oggi, il numero 7 è diventato un simbolo del Bologna, un punto di riferimento tecnico ed emotivo che il club non ha alcuna intenzione di perdere. Ecco perché sul tavolo c’è una proposta concreta di rinnovo, con un orizzonte che potrebbe spingersi fino al 2029, con opzione per un’ulteriore stagione.
In un calcio sempre più dominato da trasferimenti e cambi di maglia frequenti, le bandiere sono merce rara. Oggi, esempi come Lautaro Martínez all’Inter o Domenico Berardi al Sassuolo rappresentano eccezioni. In questo ristretto gruppo si inserisce anche Orsolini, che a Bologna ha costruito gran parte della sua carriera e della sua identità calcistica.
Non è stata però una stagione lineare. L’attaccante ha attraversato un lungo periodo senza gol in Serie A, ben 86 giorni, prima di ritrovare la rete contro il Lecce, su assist di Federico Bernardeschi. Un momento liberatorio, arrivato dopo settimane complicate, in cui lo stesso Orsolini aveva ammesso: “Quando mi manca il sorriso mi riesce tutto peggio”. Un concetto che racconta bene quanto l’aspetto emotivo incida sul suo rendimento.
Ed è proprio il legame con la città uno degli elementi chiave nelle sue riflessioni. Il rapporto con i tifosi è profondo, quasi viscerale, come dimostrato anche in un episodio recente: il rigore sbagliato contro la Lazio non è stato accompagnato da fischi, ma da applausi e incoraggiamenti. Un segnale forte, che rafforza il senso di appartenenza di un giocatore che si considera ormai “bolognese d’adozione”.
La società, dal canto suo, sta pianificando il futuro tenendo conto anche degli equilibri economici. Senza le coppe europee, la rosa verrà probabilmente ridimensionata dal punto di vista numerico, ma l’idea è quella di ripartire proprio da Orsolini come uomo simbolo. Non solo per ciò che rappresenta in campo, ma anche per il peso che ha nello spogliatoio e nel rapporto con l’ambiente.
Le sirene del mercato non sono mancate, soprattutto dall’estero. L’interesse dell’Arabia Saudita, già concreto la scorsa estate, è stato però respinto dal giocatore: “Ho considerato davvero l’opzione legata all’Arabia ma ho preferito le emozioni al portafogli”. Una scelta che racconta molto delle sue priorità e che potrebbe ripetersi anche in futuro.
Dal punto di vista contrattuale, il Bologna è pronto a costruire un accordo basato su bonus e incentivi, mantenendo l’ingaggio entro i parametri societari ma valorizzando il rendimento. La trattativa entrerà nel vivo al termine della stagione, quando tutte le parti si siederanno per definire i dettagli.
Resta però uno scenario aperto: l’eventuale chiamata di una grande squadra o di un’esperienza internazionale potrebbe rimettere tutto in discussione. In quel caso, Orsolini valuterà ogni opzione, ma con un elemento che pesa più degli altri: il legame con Bologna. Un legame che, oggi più che mai, sembra destinato a continuare.