Fiducia incassata

Roma-Ranieri: non è finita, i Friedkin lo vogliono ancora

La Roma dei Friedkin vuole continuare ad affidarsi a Claudio Ranieri, anche per l'anno prossimo: cosa succederà con Gasp?

Roma-Ranieri: non è finita, i Friedkin lo vogliono ancora

Il futuro della Roma resta sospeso tra presente e programmazione, con una resa dei conti rimandata alle ultime curve della stagione. Il riferimento è chiaro: tutto porta a quel Verona-Roma del 24 maggio, appuntamento che chiuderà ufficialmente l’annata giallorossa.

Ma le decisioni, come spesso accade, matureranno molto prima, nelle stanze della proprietà e nelle valutazioni dei protagonisti coinvolti.

Da una parte c’è Gian Piero Gasperini, intenzionato a portare avanti il suo progetto tecnico nella capitale, ma solo a determinate condizioni, legate soprattutto alla struttura e all’organizzazione del club. Dall’altra c’è Claudio Ranieri, oggi senior advisor della proprietà, deciso a continuare a dare il proprio contributo alla causa romanista anche fuori dal campo. Due visioni che, almeno per ora, faticano a trovare un punto di incontro.

La proprietà, rappresentata da Dan Friedkin e Ryan Friedkin, ha ribadito più volte la centralità di Ranieri all’interno del progetto. Un messaggio chiaro, emerso anche nei colloqui con lo stesso Gasperini, che complica inevitabilmente i piani per la prossima stagione.

Tra le richieste avanzate dal tecnico, infatti, ci sarebbe anche quella di non avere rapporti diretti di lavoro con l’ex allenatore, elemento che rende ancora più delicato l’equilibrio interno.

Le ultime settimane non sono state semplici per Ranieri. Dopo alcune dichiarazioni rilasciate alla vigilia di Roma-Pisa, il dirigente è finito al centro di critiche inattese, lui che fino a pochi mesi fa era considerato un punto di riferimento assoluto dell’ambiente giallorosso.

Un passaggio difficile, ma che non ha mai realmente aperto alla possibilità di un passo indietro. L’idea di dimettersi non ha mai preso corpo, né allora né adesso. Il motivo è legato anche alla sintonia con la proprietà.

Le posizioni espresse da Ranieri riflettono, almeno in parte, il pensiero dei Friedkin. Se così non fosse stato, la situazione avrebbe probabilmente preso una piega diversa. Il fatto che la fiducia sia stata ribadita rappresenta un segnale evidente della volontà del club di proseguire su questa linea.

Da qui alla fine della stagione, quindi, la convivenza tra le due figure resterà inevitabile. Una coesistenza che difficilmente si trasformerà in vera collaborazione, ma che la proprietà spera comunque di rendere sostenibile. L’idea, ambiziosa, sarebbe quella di trovare un punto di equilibrio, con entrambi pronti a fare un passo verso l’altro. Uno scenario che, allo stato attuale, appare complesso.

Ranieri, dal canto suo, ha ancora un anno di contratto e una forte motivazione a dimostrare il proprio valore anche in un ruolo dirigenziale. L’esperienza accumulata in panchina rappresenta un patrimonio importante, che i Friedkin hanno scelto di valorizzare. Prima di affidargli questo incarico, Dan Friedkin ha raccolto informazioni anche in Inghilterra, ricevendo conferme sulla figura dell’uomo oltre che del professionista.

Il futuro della Roma si giocherà anche su questo equilibrio interno, tra idee diverse e una convivenza tutta da costruire. Una partita silenziosa, ma decisiva quanto quelle che si disputano in campo.