Il duello tra Conte e Allegri non riguarda solo il secondo posto, ma soprattutto la panchina dell’Italia.
A fare da terzo incomodo c’è Roberto Mancini, pronto a liberarsi a breve dall’esperienza con l’Al Sadd. Tuttavia, nella corsa alla guida degli azzurri, l’ex ct campione d’Europa parte al momento leggermente indietro rispetto ai due tecnici più vincenti ancora in attività.
Le quotazioni di Allegri sono in crescita, anche alla luce delle incognite legate al suo futuro con il Milan. Il club rossonero continua a ribadire fiducia nel proprio allenatore, ma molto dipenderà dalla qualificazione alla Champions League e soprattutto dai piani di mercato. In caso di quarto posto, il tecnico livornese chiederà maggiore voce in capitolo sulle scelte, pretendendo rinforzi in linea con la sua idea di calcio e con una mentalità vincente. In caso contrario, non è da escludere una separazione, nonostante un contratto destinato a prolungarsi automaticamente fino al 2028 (con opzione al 2029).
Situazione diversa per Conte, che non è stato blindato dal presidente De Laurentiis al Napoli. Le dichiarazioni del tecnico salentino lasciano intendere un forte interesse per un ritorno alla guida dell’Italia, rendendo concreta l’ipotesi di un Conte-bis sulla panchina azzurra.
Il fattore tempo potrebbe rivelarsi decisivo. Le elezioni del presidente federale sono fissate per il 22 giugno e, a quel punto, con il campionato già concluso, i piani dei candidati saranno più chiari. Nel frattempo, il Milan continua a programmare il futuro con Allegri, tra tournée estiva e strategie di rafforzamento della rosa, puntando su innesti di alto livello in ogni reparto.
Dal canto suo, Allegri non ha chiuso le porte alla Nazionale, ma resta legato a un progetto che prevedeva investimenti importanti e ambizioni di vittoria. Se queste condizioni dovessero venire meno, l’addio diventerebbe una possibilità concreta, anche se il club rossonero difficilmente lo lascerà partire senza resistenza.
Allenare l’Italia rappresenta una sfida unica: niente vincoli di mercato, ma anche meno quotidianità rispetto al lavoro in club. Sia Conte che Allegri ritroverebbero diversi giocatori già allenati, con un possibile contratto biennale legato all’obiettivo qualificazione a Euro 2028.
La missione è chiara: evitare un’altra clamorosa esclusione dal Mondiale 2030. Con uno tra Conte e Allegri alla guida, l’Italia spera di allontanare definitivamente lo spettro di una nuova apocalisse calcistica.