Paolo Vanoli non può che indirizzare la testa al campionato ora. Quella londinese è stata una notte amara per la Fiorentina, travolta al Selhurst Park da un Crystal Palace cinico e dominante, capace di imporsi con un netto 3-0 che complica in maniera pesante il cammino europeo dei viola. Un passivo severo, maturato in una gara che ha visto la squadra italiana pagare a caro prezzo alcuni episodi chiave, senza però rinunciare a proporre gioco e personalità, soprattutto nella ripresa.
Al termine della sfida, Paolo Vanoli ha analizzato con equilibrio la prestazione dei suoi, sottolineando come il risultato non rispecchi del tutto quanto visto in campo. “Sapevamo che il Palace fosse una squadra forte fisicamente e tecnicamente. Abbiamo approcciato bene la gara, ma l’episodio del rigore ci ha un po’ destabilizzati. Abbiamo disputato un ottimo secondo tempo con grande personalità; ci è mancato solo il gol che avrebbe potuto riaprire la qualificazione”. Un giudizio che evidenzia la reazione della Fiorentina dopo un primo momento difficile, ma anche la mancanza di concretezza sotto porta.
Il tecnico viola ha poi difeso senza esitazioni la prova complessiva della squadra, pur riconoscendo il valore dell’avversario, espressione di un campionato competitivo come la Premier League. “Sotto tanti punti di vista abbiamo fatto un’ottima partita, ma ci siamo confrontati con una squadra di Premier League e questo ci fa capire cosa ci serva per poter crescere. Non ho nulla da rimproverare ai miei giocatori”. Parole che suonano come un attestato di fiducia nei confronti del gruppo, chiamato ora a reagire in un momento delicato della stagione.
A pesare, secondo Vanoli, è stato anche il contesto generale in cui la squadra è arrivata all’appuntamento europeo, tra difficoltà di classifica e qualche assenza di troppo. “Siamo stati condizionati dalla nostra situazione di classifica in campionato. Mi sarebbe piaciuto arrivare a questa partita con il gruppo al completo perché, a questi livelli, anche i cambi possono fare la differenza. Abbiamo comunque giocato con personalità, decisamente meglio di quanto fatto contro il Verona. Peccato per gli episodi e per le ultime due reti che potevamo evitare”.
Nonostante il pesante passivo, la Fiorentina è chiamata a non arrendersi. Il ritorno rappresenterà un banco di prova durissimo, dove servirà un’impresa per ribaltare il risultato e tenere viva la speranza di qualificazione. La sensazione è che servirà una partita perfetta, priva di quegli errori che a Londra sono costati carissimo, per provare a riscrivere un finale che, al momento, appare decisamente in salita.