Le strade di Bernardo Silva e del Manchester City sono destinate a separarsi al termine della stagione. Un addio che nell’ambiente era già nell’aria, ma che è diventato di dominio pubblico dopo le parole di Pep Lijnders, vice di Pep Guardiola, intervenuto in conferenza stampa dopo il netto 4-0 sul Liverpool in FA Cup. Con Guardiola assente per squalifica, è stato proprio il suo collaboratore a lasciarsi sfuggire un passaggio significativo sul futuro del portoghese, in scadenza il 30 giugno.
“Ogni bella storia arriva alla fine – ha raccontato Lijnders, in conferenza stampa perché Guardiola è squalificato -. Spero che Bernardo si goda le ultime 6 settimane, che abbia un bel finale perché se lo merita. E si merita tutta l’attenzione possibile”. Parole che confermano come il ciclo del centrocampista a Manchester sia ormai agli sgoccioli, con diversi top club europei già pronti a muoversi, tra cui anche la Juventus.
Arrivato nell’estate 2017 dal Monaco, dopo la prima stagione inglese di Guardiola, Bernardo Silva è diventato rapidamente una colonna portante del progetto. La sua capacità di interpretare più ruoli e di leggere le situazioni di gioco lo ha reso un elemento imprescindibile, tanto da guadagnarsi negli anni la totale fiducia dell’allenatore. Cresciuto nel Benfica ed esploso definitivamente in Ligue 1, il portoghese ha saputo imporsi come uno dei giocatori più intelligenti tatticamente del panorama europeo.
Negli ultimi mesi il suo peso specifico è aumentato ulteriormente, anche grazie alla fascia di capitano assegnata direttamente da Guardiola. Leadership, continuità e qualità lo hanno portato a livelli altissimi, come sottolineato ancora da Lijnders: “Non ci sono molti giocatori che capiscono cosa serve alla partita come lui – era stato l’elogio di Lijnders a Silva prima di anticipare che queste sono le sue ultime settimane al City -. Bernardo capisce che la sua missione è giocare bene e far giocare bene la squadra. È uno di quei giocatori che ti accorgi quanto è importante quando non c’è. Non si può rimpiazzare, perché uno con le sue caratteristiche non esiste. È unico: per come controlla le partite, per come è leader, per come si muove, per come vede le soluzioni in campo. Se lo perdi, devi cercare qualcuno che possa aiutare a far crescere la squadra e che si inserisca tra i titolari, ma in realtà devi sperare che i tuoi giovani della Academy e quelli che hai già preso continuino a crescere. Uno come lui non si può sostituire: si vede quanto ci manca già se salta una partita, figuriamoci una stagione intera”.
Mentre la dirigenza, con il direttore sportivo Hugo Viana, dovrà pianificare il futuro senza di lui, il centrocampista resta concentrato sugli ultimi obiettivi stagionali. La FA Cup e la rincorsa al titolo in Premier League, con l’Arsenal come principale rivale, rappresentano gli ultimi traguardi prima dei saluti. Poi sarà tempo di scegliere una nuova sfida: oltre alla Juventus, restano vive piste come Barcellona e Paris Saint-Germain, senza dimenticare le opportunità economiche offerte da altri campionati.
Quel che è certo è che il City perderà molto più di un semplice titolare. Bernardo Silva ha rappresentato un punto di riferimento tecnico e mentale, uno di quei giocatori capaci di fare la differenza in ogni contesto. E ovunque andrà, porterà con sé la stessa capacità di incidere: perché profili così completi e determinanti restano una rarità nel calcio moderno.