Le elezioni sono ancora lontane — si voterà il 22 giugno — ma le manovre per scegliere il nuovo presidente della FIGC sono già iniziate. I nomi in circolazione sono diversi e non mancano possibili sorprese. Chi immagina un passo indietro totale di Gabriele Gravina rischia però di sbagliarsi: il 72enne, forte del sostegno ricevuto anche nelle ultime ore, punta a mantenere un ruolo influente nelle scelte future. Il suo riferimento principale resta Giancarlo Abete, attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti, che controlla una fetta significativa del consenso.
Dall’altra parte emerge con forza la figura di Giovanni Malagò, sostenuto dalla Lega di Serie A, desiderosa di avere maggiore peso nel nuovo assetto federale. Secondo diverse ricostruzioni, i club di vertice immaginano un cambiamento deciso, con l’ex numero uno del CONI pronto a guidare la federazione. Tuttavia, Malagò deve confrontarsi con i rapporti non semplici con Andrea Abodi, figura chiave del governo, intenzionata a incidere nelle dinamiche della scelta.
Proprio Abodi non esclude l’ipotesi di un candidato proveniente dal mondo del calcio giocato. Tra i nomi citati spicca quello di Paolo Maldini, apprezzato per il suo profilo e la sua credibilità. Nel frattempo, anche l’Associazione Italiana Calciatori valuta una propria candidatura: entro il 13 maggio potrebbe essere ufficializzato il nome di Demetrio Albertini, già protagonista in passato di una corsa alla presidenza.
Infine, non mancano possibili outsider. Tra questi c’è Gianni Rivera, che si è già esposto pubblicamente, mentre Matteo Marani resta più defilato, ma pronto a inserirsi nel momento opportuno. La corsa alla FIGC, insomma, è appena iniziata ma si preannuncia già molto combattuta.