Il rapporto tra calcio e tecnologia continua a far discutere, e in Inghilterra il malcontento dei tifosi nei confronti del Var sembra ormai consolidato. A certificare questa distanza crescente è un sondaggio promosso dalla Football Supporters’ Association, che ha coinvolto quasi 8.000 appassionati inglesi, molti dei quali frequentatori abituali degli stadi di Premier League. I dati emersi raccontano una sfiducia diffusa verso uno strumento che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto rendere il gioco più equo e comprensibile.
Più della metà dei partecipanti segue dal vivo oltre 15 partite casalinghe a stagione, un campione dunque particolarmente rappresentativo della base più fedele del tifo inglese. E proprio da chi vive lo stadio con continuità arriva un segnale chiaro: il Var non è percepito come un valore aggiunto. Anzi, oltre il 97% degli intervistati si oppone all’idea che renda più piacevole guardare una partita di calcio, un dato che evidenzia quanto l’impatto sull’esperienza emotiva del gioco sia stato, per molti, negativo.
Non va meglio se si analizza il giudizio sull’esperienza allo stadio. Più del 90% dei tifosi coinvolti ritiene che l’introduzione della tecnologia non abbia migliorato la fruizione dal vivo, spesso penalizzata da interruzioni lunghe e da una comunicazione poco chiara. La spontaneità dell’esultanza, uno degli elementi più iconici del calcio inglese, viene percepita come compromessa dall’incertezza legata ai controlli video, che possono ribaltare decisioni anche dopo diversi secondi.
Il dato forse più significativo riguarda però il giudizio complessivo sull’utilizzo del Var. Alla domanda diretta sulla sua presenza nel calcio, il 75,71% degli intervistati si è dichiarato contrario, mentre oltre il 70% non crede che abbia effettivamente migliorato l’accuratezza delle decisioni arbitrali. Un risultato che mette in discussione uno dei principali obiettivi per cui la tecnologia era stata introdotta: ridurre gli errori e aumentare la giustizia sportiva.
Il quadro che emerge è quello di una frattura sempre più evidente tra istituzioni e tifosi. Se da un lato le leghe e gli organi arbitrali continuano a difendere il Var come strumento indispensabile, dall’altro il pubblico sembra non aver mai realmente accettato il suo impatto sul gioco. In Inghilterra, dove la tradizione e l’intensità del tifo rappresentano un patrimonio culturale, questa distanza rischia di diventare un tema centrale anche per il futuro del calcio.