Se a fine marzo l’Inter si trova in testa alla classifica di Serie A e in semifinale di Coppa Italia, significa che le priorità del club sono inevitabilmente orientate verso il presente. Tuttavia, è evidente che la dirigenza e lo staff tecnico devono cominciare a guardare anche al futuro, iniziando a pianificare le mosse per la prossima stagione.
Il calciomercato ufficialmente si aprirà a luglio, ma come in ogni grande club, la costruzione della squadra inizia già in primavera, e l’Inter non fa eccezione. Nei prossimi giorni, o forse già nelle prossime ore, potrebbe esserci un incontro tra Cristian Chivu, la dirigenza e la proprietà, ma a prescindere da questo, alcune indiscrezioni sono già emerse e suggeriscono un cambiamento tattico che il tecnico avrebbe voluto avviare già lo scorso anno: un cambio di modulo.
Il 3-5-2, sistema che Chivu ha ereditato da Simone Inzaghi, ha regalato ottimi risultati, con una gestione che si adattava perfettamente ai giocatori a disposizione. Tuttavia, dopo sei stagioni di successi, con il possibile addio di alcuni senatori, tra cui Stefan de Vrij, Francesco Acerbi, Henrikh Mkhitaryan, Hakan Calhanoglu e Denzel Dumfries, diventa naturale pensare a un’alternativa tattica.
La difesa a quattro potrebbe non essere solo una scelta necessaria, ma la nuova base del gioco nerazzurro. Il possibile addio di Alessandro Bastoni, che sta attirando l’attenzione di club prestigiosi, toglie un punto di riferimento nel reparto difensivo. Il suo sostituto naturale in rosa, Carlos Augusto, che tra l’altro è stato accostato alla Roma, ha dimostrato buone capacità da braccetto ma sarebbe molto più adatto a un impiego in una linea difensiva a quattro.
Lo stesso discorso vale per il sogno Palestra, altro obiettivo di mercato, che si adatterebbe meglio a un sistema difensivo meno centrato sulla difesa a tre. Allo stesso modo, la richiesta di un mediano di sostanza, come Manu Koné, indurrebbe Chivu a pensare a un duo di centrocampisti davanti alla difesa, con Nicolò Barella o, magari, Aleksandar Stankovic, il gioco che si orienterebbe quindi verso un modulo 4-2-3-1, con tre giocatori in attacco dietro la punta.
L’eventuale passaggio a un attacco a tre, con il tridente offensivo, avrebbe come protagonista Lautaro Martínez come punta centrale. Ma non è escluso che Chivu decida di utilizzare il capitano nerazzurro come regista offensivo nel 4-2-3-1, posizionandolo dietro a un possibile Pio Esposito, con il giovane attaccante che potrebbe essere il punto di riferimento offensivo della squadra. Un’alternativa in questo ruolo potrebbe essere Piotr Zielinski.
Nel tridente offensivo, Chivu potrebbe sfruttare le qualità di Marcus Thuram e Bonny, che si candidano a essere i jolly capaci di offrire alternative e imprevedibilità.
Le mosse che Chivu potrebbe intraprendere sono molteplici e decideranno l’indirizzo tattico dell’Inter per la prossima stagione. L’arrivo di un esterno offensivo, come Moussa Diaby, che la dirigenza sta cercando da gennaio, è in linea con l’idea di adottare un modulo più offensivo, ma meno compatibile con il 3-5-2.
In ogni caso, il mercato interista dell’estate 2026 si preannuncia come un periodo di rottura, con molte partenze e nuovi arrivi che rifletteranno la volontà del tecnico di rinnovare il progetto e cambiare filosofia di gioco. Tuttavia, prima di pensare al futuro, l’Inter ha ancora da giocarsi la parte finale della stagione, con l’obiettivo scudetto e la semifinale di Coppa Italia che rimangono le priorità assolute. Chivu dovrà essere pronto a gestire il presente senza perdere di vista un futuro che, da queste prime indicazioni, potrebbe essere ben diverso da quello attuale.