Non basta il talento, serve equilibrio. E a Boston arriva un’altra conferma: la Francia c’è, il Brasile invece continua a cercarsi senza ancora trovarsi davvero. Finisce 2-1 per i Bleus, capaci di vincere anche in inferiorità numerica per oltre 40 minuti, dimostrando solidità, cinismo e organizzazione.
Per Carlo Ancelotti è la terza sconfitta in nove partite sulla panchina verdeoro, dopo i ko contro Bolivia e Giappone. Il tecnico italiano sceglie una formazione offensiva, ma paga l’assenza di un vero riferimento a centrocampo: la squadra si allunga, si spezza e lascia troppo spazio a una Francia più compatta e lucida.
Mbappé guida, Brasile in difficoltà
A decidere il match è ancora una volta Kylian Mbappé, capitano e leader tecnico della Francia. L’attaccante del Real Madrid sblocca la gara con un elegante pallonetto su Ederson, sfruttando un recupero alto di Aurélien Tchouaméni e l’assist perfetto di Ousmane Dembélé.
Per Mbappé sono 56 gol in nazionale, a un passo dal record di Olivier Giroud. Dall’altra parte, invece, delude Vinícius Jr., schierato con la numero 10 ma mai realmente incisivo. Il Brasile fatica a costruire gioco e chiude il primo tempo con una sola occasione, un tentativo di Gabriel Martinelli.
Rosso a Upamecano, ma la Francia raddoppia
La ripresa sembra cambiare inerzia: il Brasile entra con più aggressività, anche grazie all’ingresso di Luiz Henrique. Ma l’episodio chiave arriva al 55’, quando Dayot Upamecano viene espulso per fallo su Wesley lanciato a rete.
Con l’uomo in meno, però, la Francia colpisce ancora. In contropiede, Michael Olise serve Hugo Ekitike, che batte nuovamente Ederson e firma il 2-0, approfittando delle solite amnesie difensive brasiliane.
Bremer illude, ma non basta
Nel finale, il Brasile reagisce più con orgoglio che con organizzazione. A riaprire la partita è Bremer, autore del suo primo gol con la nazionale. Il difensore della Juventus sfiora anche la doppietta e serve a Vinícius Jr. una palla invitante per il pareggio, ma senza successo.
Tra assenze pesanti e una difesa sperimentale, la Seleção resta un cantiere aperto. E mentre dagli spalti si invoca il nome di Neymar, per Ancelotti emerge chiaramente la necessità di trovare al più presto equilibrio e identità.
Ora lo sguardo si sposta ai prossimi impegni: il Brasile affronterà la Croazia, mentre la Francia se la vedrà con la Colombia. Ma il messaggio da Boston è già chiaro: i Bleus sono pronti, la Seleção molto meno.