L’Inter scopre quanto pesa l’assenza del proprio capitano. I numeri raccontano una squadra diversa quando Lautaro Martínez non è in campo: meno incisiva, meno pericolosa e soprattutto meno vincente. Il dibattito nato attorno al motto “No Lautaro, no party?” non è soltanto una provocazione, perché le statistiche delle ultime settimane suggeriscono che l’attaccante argentino sia davvero il fulcro dell’equilibrio nerazzurro.
Dall’infortunio rimediato contro il Bodo Glimt l’Inter ha segnato appena cinque reti in altrettante partite, un bottino ridotto se confrontato con quello prodotto durante il resto della stagione. Inoltre solo il 40% di quelle gare si è trasformato in una vittoria. Un dato che si allontana parecchio dal rendimento registrato con il numero dieci in campo, quando la percentuale di successi sale fino a circa il 77% dall’inizio dell’annata.
Il problema non è soltanto quantitativo ma anche qualitativo. Dei cinque gol segnati nel periodo successivo alla trasferta norvegese, nessuno porta la firma degli attaccanti. A finire sul tabellino sono stati Henrikh Mkhitaryan e Manuel Akanji sugli sviluppi di calcio d’angolo, una delle armi preferite dell’Inter quando le partite si complicano, oltre a Federico Dimarco, Hakan Çalhanoğlu su rigore e Alessandro Bastoni. Le punte partite titolari non sono riuscite a incidere: né Francesco Pio Esposito, né Marcus Thuram, né Ange-Yoan Bonny hanno trovato la via del gol.
Nel frattempo i risultati hanno oscillato. Dopo il problema fisico accusato da Lautaro, l’Inter ha perso il ritorno contro il Bodo Glimt, ha pareggiato a Como in Coppa Italia, è caduta ancora nel derby e ha ottenuto due successi contro Lecce e Genoa. Un percorso altalenante che conferma quanto l’argentino incida anche sotto il profilo emotivo: la sua “garra” è da anni uno dei motori del gruppo.
Lo staff guidato da Cristian Chivu lavora ora per riportarlo in campo prima della sosta. L’idea è quella di averlo almeno per uno spezzone nella sfida contro la Fiorentina, ma il rientro in gruppo non è ancora stato completato. Il problema al polpaccio è nato proprio sul campo sintetico di Bodo, una superficie spesso temuta dai giocatori che arrivano a disputare partite sopra il Circolo polare artico. In quella serata Lautaro è stato sostituito pochi minuti prima delle reti decisive firmate da Hauge e Høgh.
Il piano prevede che il capitano torni ad allenarsi con i compagni tra martedì e mercoledì per accumulare minuti preziosi prima della pausa. Non c’è solo l’Inter nei suoi pensieri: l’obiettivo dichiarato è essere presente anche alla “Finalissima” del 27 marzo tra l’Argentina e la Spagna, partita che dovrebbe disputarsi al Santiago Bernabéu.
Nel frattempo l’Inter attende anche il ritorno al miglior livello di Thuram. L’attaccante francese, dopo l’infortunio di fine ottobre, ha segnato quattro gol in sedici partite di campionato, a cui si aggiungono la doppietta al Venezia in Coppa Italia e il guizzo contro il Bologna in Supercoppa Italiana. Saltato il derby per febbre, è pronto a riprendersi una maglia da titolare nella prossima sfida contro l’Atalanta.Proprio contro la Dea ha già colpito due volte in carriera e nelle cinque partite disputate non ha mai perso. Anche i numeri, in questo caso, possono diventare un segnale incoraggiante.