La stagione dell’Inter resta di altissimo livello e la classifica continua a sorridere ai nerazzurri, ma c’è un dato che stona e che dopo l’ultimo derby perso diventa impossibile da ignorare. Quando il livello degli avversari si alza, la squadra fatica. Gli scontri diretti, fin qui, raccontano una storia diversa rispetto al resto del campionato e il bilancio non può essere considerato soddisfacente.
Il doppio ko nella stracittadina pesa e si aggiunge a un rendimento poco brillante anche contro altre rivali di alta classifica. Contro il Napoli è arrivato un solo punto in due partite, mentre la vittoria ottenuta contro la Juventus è stata accompagnata da polemiche e strascichi che ne hanno attenuato il valore.
I successi contro Como e Roma non possono essere inseriti nello stesso discorso, perché al momento delle sfide non si trattava di concorrenti dirette per gli obiettivi più ambiziosi. Per una squadra che guida la classifica, il bilancio complessivo resta dunque inferiore alle aspettative.
A rendere ancora più evidente questo limite è anche la sensazione che l’Inter perda brillantezza quando si trova a inseguire. Federico Dimarco, dopo il derby, ha ammesso che la squadra fatica a reagire quando subisce un gol. È accaduto anche nella sfida contro il Milan, dove i nerazzurri non sono mai riusciti a cambiare davvero ritmo dopo lo svantaggio. Una reazione convincente si era vista contro il Pisa, ma contro avversari di maggiore spessore il copione è stato differente. Un dettaglio che, in una fase decisiva della stagione, merita attenzione.
Il finale di campionato, comunque, non deve trasformarsi in un motivo di allarme generale. Cristian Chivu avrà il compito di analizzare con attenzione la partita insieme ai suoi giocatori per capire dove intervenire.
Nel derby, al di là del risultato, è mancata soprattutto la qualità nelle giocate offensive. La manovra si è sviluppata con poca fluidità, i cross sono spesso finiti fuori misura e Pio Esposito non è mai riuscito a rendersi realmente pericoloso.
Le vere occasioni sono state pochissime: una nel primo tempo con Mkhitaryan, che ha esitato nel momento decisivo, e una nella ripresa con Dimarco, conclusa con troppa fretta. Davvero troppo poco per una squadra che guida il campionato.
Va detto che qualche attenuante esiste. L’Inter si è presentata al derby senza tre elementi fondamentali dal punto di vista realizzativo come Lautaro Martinez, Thuram e Calhanoglu. L’assenza contemporanea di questi giocatori ha inevitabilmente inciso sul potenziale offensivo della squadra.
Fino a pochi giorni fa si sottolineava come Zielinski fosse riuscito a non far rimpiangere Calhanoglu e come quest’anno l’Inter potesse contare su quattro attaccanti intercambiabili. La realtà, però, sembra suggerire che la rotazione funzioni meglio quando almeno uno dei titolari è in campo. La coppia formata da Bonny e Pio Esposito, invece, non ha prodotto gli effetti sperati.
Oltre alle assenze, resta comunque la sensazione che l’Inter stia attraversando il momento più delicato della stagione. Da qualche settimana la squadra ha perso parte della brillantezza che l’aveva accompagnata nei mesi precedenti. L’eliminazione dalla Champions League ha rappresentato un colpo duro, anche per la prestazione deludente offerta in quella occasione. Da quel momento il cammino è diventato più complicato e anche nella semifinale di Coppa Italia contro il Como la squadra non ha mostrato il suo volto migliore.
Il dato che colpisce maggiormente riguarda proprio l’attacco. La formazione che fino a poco tempo fa veniva considerata la più prolifica del campionato è rimasta a secco per due partite consecutive. Un segnale che lo staff tecnico dovrà interpretare con attenzione. Federico Dimarco è stato uno dei protagonisti della stagione nerazzurra, ma nel derby è stato limitato in maniera evidente, anche per il lavoro tattico preparato da Allegri per chiudergli gli spazi sulla fascia.
Gli indizi, insomma, iniziano a essere più di uno. Il vantaggio in classifica resta ampio e il ventunesimo scudetto continua a essere alla portata dell’Inter, ma la sconfitta nel derby obbliga comunque a qualche riflessione. Più della battuta d’arresto in sé, pesa la prestazione e l’atteggiamento mostrato in campo. Recuperare gli infortunati sarà fondamentale per ritrovare equilibrio e incisività, anche se questo tipo di problemi, in questa fase della stagione, riguarda un po’ tutte le squadre. L’Inter ha ancora il destino nelle proprie mani, ma per arrivare fino in fondo dovrà ritrovare quella brillantezza che nelle ultime settimane sembra essersi smarrita.