Milano-Cortina 2026

Flora Tabanelli, la regina del big air va a caccia di una medaglia

Dall’infanzia sulle nevi emiliane all’assalto alla finale ai Giochi di Livigno: la campionessa del mondo punta il podio contro Eileen Gu

Flora Tabanelli, la regina del big air va a caccia di una medaglia

C’era una bambina sull’Appennino Bolognese che aspettava il passaggio del suo mito Alberto Tomba. Oggi quella bambina è diventata la regina mondiale del big air e si gioca una medaglia olimpica. Il suo nome è Flora Tabanelli, talento purissimo dello sci freestyle, pronta a volare nella “sua” Livigno.

Nata a Bologna ma cresciuta tra le montagne dell’Appennino Bolognese, Tabanelli è l’attuale campionessa del mondo e detentrice della Coppa del Mondo di freestyle e di big air. Un’ascesa travolgente, culminata ora nell’appuntamento più importante: i Giochi Olimpici.

Dalla timidezza al tetto del mondo

Figlia di ristoratori – i genitori gestiscono un rifugio nella zona di Corno alle Scale – Flora ha iniziato seguendo le orme del fratello Miro, anche lui specialista del big air. Quando i due hanno capito di poter competere ad altissimo livello, si sono trasferiti in Val di Fassa, prima di eleggere Livigno a seconda casa.

Timidissima fuori dalla pedana, esplosiva in aria. Ha studiato all’istituto d’arte, ereditando dal padre anche il talento grafico: oggi quell’istinto creativo lo trasforma in evoluzioni sospese tra cielo e neve. Nel big air si parte da 55 metri d’altezza, si affronta un trampolino con 4 metri di sviluppo verticale e poi si vola, cercando la perfezione tecnica e stilistica in pochi secondi.

Non è stato tutto semplice: in autunno ha superato una lesione parziale del crociato anteriore del ginocchio destro. Ma ha recuperato in tempo per presentarsi ai Giochi da favorita.

La finale: numeri, rivali e chance da podio

In finale Flora partirà con il pettorale numero 7. Si è qualificata con il sesto punteggio (161.5), dieci punti in meno rispetto alla canadese Oldham, leader delle qualificazioni. Un piazzamento ottenuto nonostante un errore nel secondo salto, dove ha tentato un trick ad altissima difficoltà.

Il riferimento resta quanto accaduto a Pechino, quando la fuoriclasse Eileen Gu conquistò l’oro con 188 punti, davanti alla svizzera Mathilde Gremaud (182). Anche oggi Gu è la favorita numero uno, ma Tabanelli ha le carte per inserirsi nella lotta.

Il salto sbagliato in qualificazione – un doppio salto mortale con avvitamento e rotazione da 1260 gradi – ha un coefficiente altissimo: se eseguito alla perfezione può valere oltre 90 punti. Nei salti completati correttamente ha già strappato un 80 e un 81. Tradotto: la medaglia olimpica non è un’utopia.

Serve lo standard di una campionessa del mondo. E Flora Tabanelli, quel titolo, lo ha già conquistato. Ora vuole aggiungere il sigillo più prestigioso alla sua favola di neve e coraggio.