La sconfitta nel Derby d’Italia è ancora fresca, ma alla Juventus non è concesso indulgere troppo nei rimpianti. A San Siro è arrivato uno stop doloroso, accompagnato da tensioni e polemiche, però il calendario europeo impone un cambio di prospettiva immediato.
Domani sera i bianconeri scenderanno in campo a Istanbul per l’andata dei playoff di Champions League contro il Galatasaray SK, in una sfida che può indirizzare in modo significativo la stagione continentale.
Il confronto al RAMS Park rappresenta un crocevia importante, pur non essendo ancora decisivo. Il ritorno allo Stadium tra una settimana offrirà un secondo atto, ma uscire con un risultato positivo dalla bolgia turca significherebbe mettere pressione agli avversari e gestire con maggiore serenità la gara interna. La Juventus sa di dover reagire, di dover trasformare la delusione per il ko contro l’Inter in energia competitiva.
Di fronte, però, ci sarà una squadra in piena fiducia. Il Galatasaray guida il campionato con 55 punti ed è reduce da un netto 5-1 contro l’Eyupspor. Gli uomini di Okan Buruk hanno infilato quattro vittorie consecutive e possono contare su una difesa solidissima, appena 15 reti subite in campionato.
Numeri che raccontano equilibrio e organizzazione, qualità che si sono viste anche in Champions, dove al RAMS Park è caduto il Liverpool FC e l’Atlético Madrid non è andato oltre il pareggio.
L’organico dei turchi è ricco di volti noti al calcio italiano. Mauro Icardi e Victor Osimhen guidano l’attacco, supportati da giocatori esperti come Lucas Torreira e Mario Lemina, che conosce bene l’ambiente bianconero. Talento, fisicità e intensità: un mix che, sostenuto dal calore del pubblico, può diventare un fattore determinante.
In casa Juventus, Luciano Spalletti è chiamato a trovare l’equilibrio tra continuità e necessità di risposte. Il tecnico dovrebbe ripartire dall’ossatura vista inizialmente a San Siro. In porta Di Gregorio, difesa con Kalulu – squalificato in campionato ma arruolabile in Europa – Cambiaso sulle corsie e la coppia Bremer-Kelly al centro. A centrocampo il riferimento resta Manuel Locatelli, mentre Miretti e Koopmeiners si giocano una maglia accanto a lui, con le condizioni di Khéphren Thuram da valutare fino all’ultimo.
In avanti, l’idea è puntare su dinamismo e qualità nell’uno contro uno: Conceiçao, McKennie e Yildiz alle spalle di David, per attaccare gli spazi e sfruttare eventuali ripartenze. Servirà personalità, soprattutto nei momenti di maggiore pressione ambientale, perché Istanbul è uno stadio che può trascinare o intimidire.
La Juventus arriva con uno stato d’animo diverso rispetto agli avversari, meno euforico ma forse più determinato. La sconfitta con l’Inter ha lasciato scorie, ma anche la consapevolezza di poter competere ad alto livello. In Europa, ora, non c’è spazio per le distrazioni: la risposta deve arrivare sul campo, in una notte che può già indirizzare il futuro bianconero.