Bodo-Inter

Bodo Glimt: una macchina in casa, 75% di vittorie

Il Bodo Glimt non gioca partite ufficiali in campionato da più di due mesi e si prepara a Marbella per la sfida all'Inter.

Bodo Glimt: una macchina in casa, 75% di vittorie

Nel cuore del Circolo Polare Artico c’è una squadra che da anni sfida gerarchie e latitudini del calcio europeo. Il Bodø/Glimt ha chiuso il proprio campionato il 30 novembre e da allora non disputa gare ufficiali, ma guai a pensare che i norvegesi arriveranno impreparati alla sfida con l’Inter.

La stagione nazionale si è conclusa con un secondo posto che conferma la continuità del lavoro di Kjetil Knutsen, tecnico in carica da sei anni e autentico artefice della scalata del club, capace di vincere il titolo nel 2020 appena quattro anni dopo una retrocessione.

Il marchio di fabbrica è un 4-3-3 codificato nei minimi dettagli, fondato su ampiezza, tagli continui degli esterni e inserimenti delle mezzali a ritmo altissimo. Il pressing è feroce, organizzato, spesso portato uomo su uomo in ogni zona del campo. Una filosofia che ha permesso al Glimt di trasformarsi da sorpresa a realtà consolidata del panorama continentale.

Nonostante l’andata contro l’Inter si giochi all’Aspmyra Stadion, la squadra si sta preparando al caldo di Marbella per mettere benzina nelle gambe dopo oltre due mesi senza impegni ufficiali. L’impianto di casa, 8.276 posti, erba sintetica e riscaldamento sotterraneo, è progettato per resistere al clima rigidissimo del nord della Norvegia. Freddo e superficie rappresentano un’insidia storica per chi arriva da latitudini più miti, soprattutto nelle coppe europee.

I numeri spiegano meglio di qualsiasi slogan la dimensione del fenomeno. Dal 2020 a oggi il Bodø/Glimt ha vinto 32 delle 43 partite europee disputate in casa, con una percentuale di successi del 75%. Solo in cinque occasioni non ha trovato la via del gol, mentre in 33 gare ha segnato almeno due reti. Nel loro stadio sono cadute squadre come la AS Roma, battuta due volte, il FC Porto, la SS Lazio, il Beşiktaş JK e l’Olympiacos FC. Anche il Manchester City ha dovuto fare i conti con l’intensità norvegese, mentre il Tottenham Hotspur FC ha faticato per strappare un punto. E non è finita qui: l’Atlético Madrid è stato sconfitto al Wanda Metropolitano, segnale che il Glimt sa colpire anche lontano dall’Artico.

La scorsa stagione i gialloneri hanno raggiunto addirittura la semifinale di Europa League, mentre in questa annata sono arrivati ai playoff di Champions. Traguardi clamorosi per una realtà di quelle dimensioni, costruita senza follie di mercato ma con idee chiare e valorizzazione dei giovani.

Nel sistema di Knutsen le certezze sono poche ma solidissime. In avanti c’è Kasper Høgh, terminale offensivo e bomber della squadra, supportato dalla qualità dell’ex milanista Jens Petter Hauge. In cabina di regia il capitano Patrick Berg detta tempi e pressing, mentre tra i pali Nikita Haikin garantisce affidabilità internazionale. Attenzione anche a Fredrik Bjørkan sulla corsia sinistra, alla mezzala Sondre Brunstad Fet e all’esterno classe 2000 Mathias Jørgensen, profili che incarnano alla perfezione velocità e aggressività.

Due mesi e mezzo senza partite ufficiali possono essere un’incognita, ma il Bodø/Glimt ha già dimostrato di saper trasformare ogni limite geografico o strutturale in un vantaggio competitivo. Per l’Inter sarà molto più di una trasferta: sarà un esame di resistenza, tecnica e personalità nel gelo del nord.