La Juventus esce da San Siro con una sconfitta che lascia un amaro in bocca, soprattutto per come è arrivata. La squadra bianconera, pur subendo l’ingiusta espulsione di Kalulu, ha dimostrato di meritare almeno il pareggio per quanto fatto vedere in campo, sia prima che dopo l’incidente che ha cambiato la partita. Un risultato che ha scatenato non solo la frustrazione dei tifosi, ma anche quella del tecnico Luciano Spalletti e della dirigenza bianconera, che non hanno nascosto il loro disappunto nei confronti dell’arbitro La Penna.
Nel tunnel, al rientro dagli spogliatoi dopo il primo tempo, le proteste sono state veementi, con il tecnico e i dirigenti a far sentire la loro rabbia verso il direttore di gara. Nel post partita, a parlare sono stati solo il direttore sportivo Damien Comolli e Giorgio Chiellini, entrambi protagonisti delle dure critiche nei confronti dell’arbitraggio. Chiellini, visibilmente contrariato, ha espresso tutta la sua frustrazione ai microfoni di Sky, definendo l’episodio come inaccettabile: “Non si può parlare di calcio dopo quello che è successo oggi. È successo qualcosa di inaccettabile. L’ennesimo episodio da inizio stagione che capita a noi ma anche ad altri, non è accettabile un errore così che rovina una partita del genere. Questo è lo spettacolo che diamo nel mondo e bisogna cambiare subito”, ha dichiarato l’ex difensore, lasciando trasparire un senso di ingiustizia profonda.
Chiellini ha poi puntato il dito sul protocollo Var, chiedendo un cambiamento radicale: “Il protocollo Var andrà cambiato, ma a volte vengono prese decisioni affrettate. Non siamo i primi e non saremo gli ultimi a lamentarci, hanno già parlato anche Conte, De Rossi e altri”. Le sue parole non sono state solo una critica all’episodio specifico, ma un richiamo generale alla necessità di una maggiore attenzione e coerenza nelle decisioni arbitrali. Ha poi allargato il discorso al gruppo arbitrale, dichiarando: “In questo momento c’è un gruppo che non funziona e in certe situazioni dovrebbe esserci anche qualcuno che ci mette la faccia (Rocchi, ndr) e che in questo momento va a dire a tutti che a fine anno che andrà via, vediamo cosa succederà. Non era allo stadio in una partita del genere, capiremo cosa succederà in futuro”.
Durissime anche le parole di Comolli, che non ha nascosto il suo imbarazzo nei confronti di quanto visto in campo. Il direttore sportivo ha usato toni forti per descrivere la situazione: “Come club siamo in imbarazzo, è stato imbarazzante quello che è stato visto in tutto il mondo stasera. È una somma di episodi che ci accadono dall’inizio della stagione. È molto difficile accettare situazioni come queste”. L’ad ha sottolineato la frustrazione non solo di allenatore e giocatori, ma anche dei tifosi bianconeri: “L’allenatore e i giocatori sono molto frustrati, così come i nostri tifosi. Voglio parlare con i nostri tifosi e scusarmi. Stasera non abbiamo potuto giocare la partita che volevamo, non abbiamo potuto giocare a calcio”.
Comolli ha poi allargato la critica al sistema calcio italiano, affermando che la partita persa dalla Juventus ha avuto ripercussioni ben più ampie: “Abbiamo perso tre punti, il calcio italiano invece ha perso la sua credibilità. Questo è inaccettabile”. Parole che fanno eco a quelle di Chiellini, richiamando l’attenzione non solo sul danno subito dalla squadra, ma anche sull’immagine del campionato e sull’importanza di restituire credibilità al sistema sportivo.
“Come club siamo tutti uniti, combatteremo fino alla fine”, ha concluso Comolli, un messaggio di unità e determinazione in un momento di profonda frustrazione, ma anche una dichiarazione d’intenti che segnala la volontà della Juventus di non arrendersi nonostante le difficoltà. La sconfitta, dunque, non è solo una battuta d’arresto sportiva, ma anche una sfida alla giustizia sportiva e alla necessità di un cambiamento nelle regole del gioco.