Il Maradona non è più il fortino inespugnabile del 2025, ma il teatro di due colpi durissimi. In meno di due settimane il Napoli ha salutato prima l’Europa e poi la Coppa Italia, entrambe davanti al proprio pubblico. Un paradosso per la squadra di Antonio Conte, l’uomo che un anno fa aveva riportato gli azzurri tra le grandi e che oggi si ritrova già fuori da tutto a febbraio.
Il ko contro il Como, arrivato dopo quello con il Chelsea, ha trasformato l’entusiasmo in amarezza. E pensare che nel 2025 il Napoli era stato l’unico club imbattuto in casa nei principali campionati europei, coronando l’anno con la festa per il quarto scudetto. Un primato che oggi suona come una magra consolazione, così come la Supercoppa vinta a Riad.
Senza la qualificazione alla prossima Champions League, l’intero progetto dovrà essere inevitabilmente rivalutato.
Coppe stregate e scudetto lontano
La Champions League resta un tabù per Conte. Il nuovo format non ha aiutato e il Napoli ha chiuso addirittura al 30° posto nella fase a gironi: un cammino al di sotto delle aspettative e della qualità della rosa.
Nemmeno la Coppa Italia ha sorriso al tecnico salentino, che continua a non avere feeling con l’unico trofeo italiano assente nella sua bacheca. Quanto alla corsa scudetto, oggi appare un miraggio: troppi i punti lasciati per strada.
Resta solo il campionato, con una missione chiara e vitale: centrare il posto in Champions. Un traguardo fondamentale per le casse del club e per la programmazione futura di De Laurentiis, deciso a mantenere il Napoli stabilmente nell’élite.
Programmazione e nodo Hojlund
Conte ha già chiamato a raccolta il popolo napoletano. Il Maradona deve tornare a essere un fattore, soprattutto ora che la squadra potrà concentrarsi su una sola partita a settimana. Un vantaggio non da poco per un allenatore che costruisce i successi sui dettagli.
La qualificazione alla Champions inciderà anche sulle strategie di mercato. Il riscatto di Rasmus Hojlund, ad esempio, è legato al pass europeo e alle condizioni poste dal Manchester United. Al di là delle clausole, il danese è considerato centrale nel progetto tecnico, ma senza i ricavi della Champions le manovre estive diventerebbero più complesse.
Orgoglio e resa dei conti
La recente flessione ha diviso la piazza, ma ha anche stimolato l’orgoglio di Conte. Dopo Genoa ha ironizzato sulle sue 400 vittorie da allenatore, definendosi «straordinariamente fortunato». E dopo l’eliminazione in Coppa ha citato Mourinho, promettendo di presentarsi «con due dita alzate» per ricordare scudetto e Supercoppa, mentre altri sono a zero titoli.
I trofei non si discutono. Ma ora serve una risposta sul campo.
Domenica contro la Roma il Napoli si gioca molto più di tre punti. È il momento della svolta: Champions a tutti i costi. Questa è la nuova missione. E non può fallire.