Verso Inter-Juventus

Chivu e Spalletti, dal campo all’inedito duello da panchina

Il romeno, oggi tecnico dell’Inter, affronta il suo maestro, tra ricordi di Roma e un Derby d'Italia ad alta tensione.

Chivu e Spalletti, dal campo all’inedito duello da panchina

Il destino di Cristian Chivu sembra avere sempre un filo invisibile legato a Luciano Spalletti. Dal fatidico allenamento del 20 luglio 2007 al Flaminio, quando il difensore romeno era già mentalmente un nerazzurro, agli attuali scontri da panchina tra Inter e Juventus, il rapporto tra maestro e allievo è fatto di stima reciproca, sfide e lezioni mai dimenticate.

Quel giorno d’estate, Chivu affrontò insulti pesanti da un connazionale, sotto lo sguardo di Spalletti, dimostrando già allora carattere e integrità: rifiutò di correre con le cuffie per metterci la faccia, incarnando i principi di disciplina e dedizione che il tecnico toscano aveva inculcato. Tra protezioni e bacchettate, Spalletti lo guidò con attenzione pignola, preparandolo a una carriera che oggi lo vede allenatore di spicco.

Il romeno ha ripreso molte delle abitudini apprese con il maestro: sedute analitiche, cura dei dettagli e modernità nel gioco dei centrali, già viste a Roma due decenni fa. In carriera Chivu ha collezionato 78 presenze sotto Spalletti, più che con qualsiasi altro tecnico in Italia, e ha condiviso la gioia della Coppa Italia romanista, sebbene poco dopo il destino lo portasse a festeggiare a San Siro con la maglia nerazzurra.

Il rapporto tra Chivu e Spalletti non è stato solo tecnico ma anche psicologico: tra insulti dei tifosi, pressioni mediatiche e tensioni con l’Olimpico, il romeno trovò supporto nelle strategie del suo allenatore, capace di proteggerlo e guidarlo con saggezza. Oggi, da allenatore a tecnico, Chivu applica quei principi con precisione ad Appiano Gentile, mostrando quanto il maestro abbia lasciato il segno nel suo percorso.