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Tema Var: rimandato il confronto tra arbitri e allenatori

Rimane l'alta tensione, sulla modalità di utilizzo del Var, tra i componenti del settore arbitrale e gli allenatori della Serie A.

Tema Var: rimandato il confronto tra arbitri e allenatori

Il clima attorno al calcio italiano si fa sempre più teso e il terreno di scontro, ormai, è diventato abituale. Allenatori e arbitri viaggiano su binari paralleli che sembrano destinati a non incontrarsi, con il Var al centro di polemiche, accuse incrociate e richieste di chiarimento che si ripetono di settimana in settimana. Una frattura che, invece di ricomporsi, appare sempre più profonda con il passare delle giornate.

Proprio per provare a riportare il confronto su binari costruttivi, il designatore Gianluca Rocchi aveva manifestato l’intenzione di incontrare gli allenatori di Serie A già all’inizio della stagione. Un confronto diretto, pensato per spiegare criteri, protocolli e interpretazioni legate all’utilizzo della tecnologia. L’idea, però, non ha mai trovato una concreta realizzazione. I motivi sono diversi, a partire da un calendario sempre più compresso che lascia pochissimo spazio a momenti che non siano quelli scanditi dal classico binomio allenamento-partita. Una possibile finestra potrebbe aprirsi verso la fine di marzo, in concomitanza con la pausa per i playoff, o il playoff, mondiale.

Nel frattempo, le ultime giornate di campionato hanno contribuito ad acuire le distanze. Le proteste non sono mancate e hanno coinvolto tecnici di primo piano come De Rossi, Gasperini e Spalletti, tutti intervenuti pubblicamente dopo episodi giudicati controversi. In particolare, il rigore assegnato al Napoli contro il Genoa ha fatto esplodere la rabbia dell’allenatore rossoblù, che ha trovato sponda anche nel tecnico giallorosso. Da parte sua, Spalletti ha rilanciato il tema del professionismo arbitrale, riportando al centro del dibattito una questione che ciclicamente riemerge nei momenti di maggiore tensione.

Sul tema è intervenuto anche il vicepresidente vicario dell’Aia, Francesco Masini, che ha voluto fare chiarezza respingendo alcune accuse: “gli errori degli arbitri non vengono commessi per il loro status”. Una precisazione accompagnata dall’apertura a una possibile evoluzione futura, visto che l’associazione arbitrale non esclude l’ipotesi di arrivare a direttori di gara professionisti.

In vista dell’auspicato incontro tra le parti, è facile immaginare quali saranno i punti che gli allenatori porteranno sul tavolo. Oltre alla proposta avanzata da Spalletti, il nodo centrale resta un utilizzo del Var ritenuto più coerente e comprensibile. La richiesta più pressante riguarda il rispetto rigoroso del protocollo Ifab, che prevede l’intervento della tecnologia soltanto in presenza di chiari ed evidenti errori, restituendo maggiore centralità alle decisioni prese sul campo dagli arbitri.

Altro tema caldo è quello dei tempi di revisione. Le lunghe attese davanti al monitor continuano a generare frustrazione e confusione, sia in panchina che sugli spalti, e l’idea condivisa è che i controlli debbano essere più rapidi e incisivi. La speranza, comune a tutte le parti in causa, è che il confronto possa finalmente produrre un punto d’incontro capace di ridurre le tensioni e restituire al Var quel ruolo di supporto alla giustizia sportiva per cui era stato introdotto.