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Nkunku, dal mercato alla rinascita: il Milan ha trovato il 9?

Tra gol e giocate ritrovate, il francese è tornato centrale nel progetto rossonero

Nkunku, dal mercato alla rinascita: il Milan ha trovato il 9?

Il dettaglio che ha fatto sorridere tutti è arrivato dopo il rigore segnato a Bologna: Christopher Nkunku esulta, gonfia il suo immancabile palloncino… ma il colore stona. Rosso, mentre il Milan gioca in completo giallo. Un errore insolito, più cromatico che tecnico, per una serata comunque da protagonista per il francese, reduce dal 3-0 sui rossoblù.

E no, l’imprecisione non riguarda i gol sbagliati sotto porta, ammessi con onestà dallo stesso Nkunku («Potevo segnare di più»). Piuttosto, quell’esultanza “fuori tinta” sembra quasi lo specchio di un periodo particolare: incerto, pieno di voci, ma finalmente alle spalle. Del resto, fino a pochi giorni prima, Christopher non era nemmeno sicuro di esserci, a Bologna.

Per l’ex Chelsea è stato un mese tutt’altro che semplice. Appena il tempo di festeggiare la doppietta al Verona, che gli aveva permesso di sbloccarsi in Serie A prima di Capodanno, ed ecco partire le indiscrezioni di mercato: dalla possibile cessione, all’interesse del Fenerbahçe, fino alle ultime voci su una sua uscita per fare spazio a nuovi arrivi. Alla fine, però, Nkunku è rimasto. Come aveva già fatto capire fuori da Milanello a un tifoso in cerca di autografo: non ha mai voluto altro che il Milan.

E oggi i numeri iniziano a dargli ragione. Pur lontano dai picchi vissuti al Lipsia, complice anche un passato recente segnato da infortuni pesanti, Nkunku ha già superato in campionato quanto fatto nelle sue due stagioni londinesi. Un segnale chiaro di crescita.

Marcia
Nel 2026, nessun giocatore del Milan ha segnato più di Nkunku: tre reti, al pari di Rabiot. Ma ridurre il suo momento ai gol – due arrivati su rigore – sarebbe limitante. Le difficoltà fisiche di Pulisic e Leao gli stanno garantendo quella continuità che gli mancava da anni, e con essa stanno tornando anche le giocate del suo repertorio migliore.

A Bologna si è rivisto tutto: la verticalizzazione illuminante per Loftus-Cheek in avvio, il dribbling sul portiere che ha portato al penalty, fino al numero da circo – tacco e tunnel su Zortea – che sta facendo il giro dei social. Nkunku appare più coinvolto, più sicuro, più leggero. Come se mentalmente fosse scattato qualcosa.

Se la doppietta al Verona aveva acceso la scintilla, la chiusura del mercato sembra aver dato la vera spinta. Ora Christopher sa che resterà in rossonero almeno fino alla prossima stagione e che, per strappare un posto nella Francia al prossimo Mondiale, dovrà dimostrare di essere all’altezza dei 37 milioni di euro più bonus investiti dal club.

Crescita
A favorire questa rinascita c’è anche lo spirito del gruppo. Emblematico quanto accaduto dopo l’1-0 di Loftus-Cheek al Bologna, nato pochi istanti dopo un’occasione clamorosa fallita proprio da Nkunku. Invece di unirsi ai festeggiamenti, Rabiot – “Cavallo Pazzo” – si è precipitato dal connazionale per rincuorarlo. Un gesto che racconta molto della compattezza dello spogliatoio.

La crescita di Nkunku, così come quella di Athekame, Jashari o De Winter, è figlia di una squadra che funziona davvero come tale. E forse anche la prova che il mercato estivo pensato in via Aldo Rossi non sia stato poi così sbagliato.