Quella tra Noa Lang e il Napoli è una storia che non ha mai davvero preso forma, nonostante le premesse e l’investimento importante fatto dal club azzurro. Arrivato la scorsa estate dal PSV Eindhoven per una cifra intorno ai 25 milioni di euro, l’esterno olandese era stato accolto come uno dei volti nuovi chiamati a dare qualità e imprevedibilità alla squadra campione d’Italia. A distanza di pochi mesi, però, il bilancio è decisamente al di sotto delle aspettative, al punto da portare a una separazione anticipata.
Lo scorso mese Lang ha infatti lasciato Napoli trasferendosi in prestito al Galatasaray, scelta che certifica il fallimento di un’operazione che sulla carta sembrava poter funzionare. Le difficoltà sono state molteplici e non soltanto legate al rendimento in campo. A pesare, più di ogni altra cosa, è stato un rapporto mai decollato con Antonio Conte, elemento centrale nel progetto tecnico azzurro e figura con cui l’olandese non è riuscito a trovare sintonia.
A raccontare la sua versione dei fatti è stato lo stesso Lang, intervenuto in un’intervista a ESPN, nella quale ha spiegato le ragioni che lo hanno portato ad allontanarsi dal Napoli dopo pochi mesi: “Con lui non è scattata la scintilla. Devi anche essere trattato onestamente e non avevo affatto quella sensazione. All’inizio sentivo di voler lottare per il mio posto al Napoli, ma c’è anche un Mondiale in arrivo in estate, quindi la mia scelta ha a che fare anche con quello”. Parole che lasciano intendere come le motivazioni della partenza siano state anche legate a una gestione tecnica che il giocatore non ha condiviso.
Lang ha voluto però chiarire che la sua esperienza a Napoli non è stata negativa sotto ogni aspetto, respingendo l’idea che la responsabilità dell’addio sia soltanto sua: “So che in Olanda spesso pensate che sia colpa mia, ma un giorno si saprà tutto. Per ora ho molto rispetto per il club con cui ho un contratto. Ho un buon rapporto con quasi tutte le persone al Napoli. Nove persone su dieci all’interno della squadra non volevano nemmeno che me ne andassi. Mi trovavo bene nel gruppo e mi allenavo duramente ogni giorno”. Un passaggio che sottolinea come il rapporto con lo spogliatoio fosse solido e come le difficoltà fossero circoscritte soprattutto ad altri ambiti.
Il classe ’99 ha poi toccato anche il tema delle critiche ricevute durante il suo periodo in azzurro, rivelando una certa amarezza per i giudizi espressi nei suoi confronti: “Nei minuti che ho giocato i media parlavano male di me, ma io non ero d’accordo. Per quanto riguarda lo stile di gioco, me la cavavo bene. Almeno credo”. Una percezione diversa rispetto a quella emersa all’esterno, che ha contribuito ad alimentare un clima non ideale per un giocatore che vive molto di fiducia.
A chiudere il suo racconto, Lang ha ammesso un aspetto del proprio carattere che probabilmente ha inciso nel rapporto con l’ambiente e con l’allenatore: “Sono un ragazzo che ha bisogno di apprezzamento e lo so di me stesso. Se poi non lo ricevi affatto da una determinata persona…”. Una frase che spiega più di tante analisi tattiche perché il feeling con Napoli non sia mai davvero sbocciato.
Ora il futuro di Noa Lang passa dalla Turchia, mentre il Napoli riflette su un’operazione costosa che non ha dato i frutti sperati. Una separazione che sembra aver lasciato più domande che risposte, in attesa che, come promesso dal diretto interessato, un giorno “si sappia tutto”.