Emerge il primo episodio legato al doping in vista dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026, a soli quattro giorni dalla cerimonia inaugurale. A finire sotto i riflettori è un’atleta della delegazione italiana: la biatleta italiana Rebecca Passler, 24 anni, originaria di Anterselva. L’azzurra è risultata positiva al letrozolo in seguito a un controllo antidoping effettuato al di fuori delle competizioni ufficiali.
Il letrozolo è un farmaco appartenente alla categoria degli inibitori dell’aromatasi di terza generazione, sostanze che interferiscono con un enzima fondamentale per la produzione degli estrogeni. Questo principio attivo viene utilizzato prevalentemente in ambito medico, in particolare nella cura del tumore al seno ormono-dipendente nelle donne in fase post-menopausale. Tuttavia, in ambito sportivo può essere impiegato impropriamente per contrastare l’aumento degli estrogeni provocato dall’assunzione di steroidi anabolizzanti, motivo per cui è inserito nella lista delle sostanze proibite.
Rebecca Passler proviene da una famiglia con una lunga tradizione nel biathlon. È infatti nipote di Johan Passler, atleta di grande rilievo capace di conquistare due medaglie di bronzo ai Giochi Olimpici e quattro podi ai Campionati del Mondo, tra cui due ori nella staffetta. Cresciuta in un ambiente fortemente legato allo sport, Rebecca si avvicina al biathlon fin da bambina, iniziando a praticarlo intorno agli otto anni.
Nel corso della sua carriera giovanile ha ottenuto risultati di grande rilievo: ai Mondiali juniores ha collezionato cinque podi complessivi, compresa la medaglia d’oro nella staffetta femminile 4×6 km conquistata nell’edizione del 2022 a Soldier Hollow, negli Stati Uniti. Il debutto nel circuito di Coppa del Mondo arriva nel novembre 2021, nella tappa inaugurale di Östersund, in Svezia.
Per quanto riguarda i risultati a livello individuale, il miglior piazzamento della biatleta altoatesina risale al dicembre 2025, quando chiude all’undicesimo posto la mass start di Annecy-Le Grand Bornand, in Francia. Un risultato che viene replicato poche settimane dopo, all’inizio del 2026, nella sprint disputata a Oberhof, in Turingia. Un percorso promettente, ora bruscamente interrotto da una vicenda destinata a far discutere a lungo.