Il conto alla rovescia è iniziato e in casa Milan cresce l’attesa per rivedere Santiago Gimenez a disposizione nella fase decisiva della stagione. L’attaccante messicano sta proseguendo il percorso di recupero dopo l’operazione alla caviglia che lo ha costretto a fermarsi ormai da fine ottobre. L’ultima apparizione risale alla sfida contro l’Atalanta del 28 ottobre, da allora il Bebote ha dovuto convivere con l’assenza dal campo e con la voglia di tornare protagonista in rossonero.
Nel corso di un’intervista concessa a ESPN, Gimenez ha raccontato come il problema fisico non sia stato improvviso, ma il risultato di una situazione trascinata per mesi. “All’inizio era solo un piccolo dolore e, come calciatori, se abbiamo un po’ di fastidio continuiamo a giocare. È normale. Ma penso sia stato un errore, avevo male già prima della Gold Cup della scorsa estate. Peggiorava sempre di più, quindi era il momento di fermarsi”. Parole che spiegano una scelta sofferta ma necessaria, arrivata quando la situazione era diventata insostenibile.
La decisione di ricorrere all’intervento chirurgico è maturata anche guardando al futuro, tra gli impegni con il Milan e l’orizzonte della Nazionale. “È una stagione importante con il Milan e poi c’è il Mondiale, quindi è stata una decisione difficile, ma anche la migliore. Adesso sono davvero felice di essermi operato e non vedo l’ora di tornare più forte, spero che tra qualche settimana potrò tornare a giocare”, ha spiegato l’attaccante, lasciando trapelare fiducia sui tempi di rientro e sulle sensazioni positive che accompagnano la riabilitazione.
Nel frattempo, Gimenez ha trovato un equilibrio importante anche fuori dal campo. A Milanello ha stretto un rapporto speciale con Christian Pulisic, trasformando una rivalità storica in un’amicizia solida. “In squadra ci fanno battute e ci chiedono quale nazionale sia più forte. Io inizio a dire Messico, Pulisic inizia a dire USA, è una lotta ma sempre con affetto! Lui è uno dei miei migliori amici, abbiamo anche molte cose in comune. Ci piace la NFL: lui tifa Jets, io Dolphins. A volte vado a casa sua, facciamo un barbecue e guardiamo le partite”, ha raccontato il classe 2001, descrivendo un clima di spogliatoio sereno e complice.
Lo sguardo, inevitabilmente, è rivolto anche al Mondiale che si disputerà tra qualche mese, un appuntamento speciale per il Messico. “Giocare un Mondiale nel tuo Paese è incredibile, e noi abbiamo questa opportunità. Dobbiamo essere forti e lo saremo. Obiettivi? Voglio solo stare bene con la caviglia e se sono al 100% credo che tutto il resto arriverà automaticamente. Per i Mondiali sarò pronto”. Prima, però, c’è il Milan: Gimenez lavora in silenzio, con l’obiettivo di rientrare al meglio e dare il suo contributo nel momento più delicato della stagione rossonera.