Sul più bello, quando l’impresa sembrava prendere forma, il sogno di Lorenzo Musetti si è trasformato in lacrime e frustrazione. Il quarto di finale degli Australian Open contro Novak Djokovic, dominato per due set dal tennista azzurro, si è chiuso nel modo più amaro possibile: un infortunio muscolare ha costretto Musetti al ritiro, lasciando spazio a un epilogo che sa di occasione sprecata e destino avverso.
Dopo aver lasciato il campo, Musetti si è presentato in sala stampa a testa bassa, con passo lento e volto segnato dalla delusione. Il racconto dell’accaduto è stato lucido, ma carico di amarezza: “Ho iniziato a sentire dolore all’inizio del secondo set, ho provato a continuare perché stavo giocando bene, il mio box mi ha chiesto di continuare e ho provato e vinto il secondo set ma sentivo che stava aumentando. Non ho parole per dire quanto sia triste per questo infortunio in questo momento. Conosco abbastanza bene il mio corpo da capire che non potevo andare avanti e sono piuttosto sicuro che sia uno strappo”. Parole che restituiscono tutta la difficoltà di una scelta obbligata, presa quando il fisico non permette più di spingersi oltre.
La sensazione di déjà-vu è inevitabile. Ancora una volta un problema muscolare colpisce Musetti in uno Slam, proprio quando il livello del suo tennis tocca vette altissime. Alla domanda su un possibile collegamento con gli stop che lo avevano già fermato a Montecarlo e al Roland Garros, l’azzurro ha provato a fare chiarezza: “Non mi sembra che sia nello stesso punto in cui mi sono infortunato a Montecarlo con Alcaraz. Penso sia ileo-psoas ma lo dirà il medico. Il feeling di dover lasciare dopo essere stato avanti 2-0, forse la miglior partita della mia carriera, è tanto doloroso. È davvero difficile da spiegare”.
E in effetti la partita raccontava tutt’altra storia. Musetti aveva messo alle corde Djokovic con un tennis brillante, aggressivo e continuo, portandosi avanti di due set e dando l’impressione di avere il pieno controllo del match. Poi il dolore, il calo nei movimenti e l’inevitabile resa, con il punteggio che si è fermato sul 6-4, 6-3, 1-3.
Ora l’attenzione si sposta sugli esami che il tennista effettuerà una volta rientrato a Montecarlo, per capire l’origine di un problema che continua a presentarsi nei momenti più delicati. Musetti non nasconde la rabbia e l’incredulità: “Prima dell’inizio della stagione abbiamo fatto tutti i test e tutto era perfetto. Abbiamo lavorato bene per un mese e sono davvero incazzato perché non capisco come possa essermi fatto male”. Resta il rammarico per una partita che poteva cambiare tutto e che, invece, aggiunge un altro capitolo doloroso alla carriera di un talento ancora in cerca di pace con il proprio fisico.