«En-Nesyri per noi è una trattativa chiusa». Le parole pronunciate da Giorgio Chiellini prima della sfida contro il Napoli sembrano segnare un punto fermo nel mercato della Juventus. Dichiarazioni nette, che lasciano pochi spiragli a ulteriori rilanci per l’attaccante marocchino, ormai destinato a lasciare il Fenerbahce ma non necessariamente per approdare in bianconero. Il club turco, infatti, tenterà ancora un ultimo assalto per convincere il giocatore ad accettare la proposta juventina, nonostante la panchina per tutti i 90 minuti nell’1-1 contro il Goztepe.
Sul piano tra i club l’accordo è già stato raggiunto: prestito oneroso da 5 milioni di euro con diritto di riscatto fissato a 19 milioni, più 3 di bonus. A mancare, però, è il sì del giocatore. En-Nesyri non è convinto dalla formula del trasferimento, che non gli garantirebbe certezze per il futuro, e ha inoltre avanzato richieste economiche superiori a quelle messe sul tavolo dalla Juve. Ma soprattutto, la sua priorità resta un ritorno al Siviglia, volontà di cui il ds Ottolini ha preso atto. In ogni caso, il marocchino è in uscita e non resterà al Fenerbahce.
In questo scenario di stallo, la Juventus potrebbe tornare con decisione sul suo primo obiettivo: Jean-Philippe Mateta. Il francese del Crystal Palace era stato accantonato proprio per le difficoltà legate alla trattativa, visto che il club inglese non intende privarsene a metà stagione se non di fronte a un’offerta molto elevata. La prima proposta bianconera – prestito oneroso da 2,5 milioni con obbligo di riscatto a 30,5 milioni legato alla qualificazione in Champions – è stata respinta, ma la dirigenza valuta un possibile rilancio.
Restano sullo sfondo anche le piste Beto e Kolo Muani. Il primo, oggi all’Everton, è stato proposto alla Juve dai suoi agenti senza però entusiasmare l’ambiente: se mai se ne parlasse, sarebbe solo per un prestito secco, formula che il club inglese non gradisce, valutando il giocatore 20 milioni. Più complessa la situazione di Kolo Muani: c’è stato un contatto esplorativo con il suo entourage, ma tra il Tottenham – dove è in prestito – e il PSG, proprietario del cartellino, e dopo le tensioni della scorsa estate, i margini appaiono davvero ridotti.