Maurizio Sarri si mostra visibilmente scoraggiato, consapevole che la sua Lazio fatica a rimanere competitiva a livelli altissimi. Le difficoltà emerse nella partita più recente sembrano essere l’ennesima conferma di una squadra che, pur avendo potenziale, non riesce a replicare i successi del passato. “Non potere ripagare l’amore dei tifosi per la squadra e per me è frustrante”, ha ammesso Sarri, esprimendo il suo disappunto per un cammino che fatica a decollare. La sconfitta, secondo il tecnico, ha avuto un avvio decisamente negativo: “Stasera abbiamo perso tanti palloni in maniera banale all’inizio, poi nella ripresa qualcosa è andata meglio”, ha spiegato, cercando di trovare una nota positiva in una prestazione che ha messo in evidenza le difficoltà tattiche e mentali della squadra.
Le polemiche riguardanti i presunti malumori all’interno dello spogliatoio sono poi emerse con prepotenza, alimentate dalle voci di un presunto conflitto tra Sarri e alcuni suoi giocatori. Ma il tecnico ha scelto di affrontare queste insinuazioni con fermezza. “La squadra contro di me? Non c’è alcun problema di feeling”, ha dichiarato, smontando le voci che lo volevano in contrasto con la squadra. Sarri ha poi ricordato un episodio che sembra contraddire la narrazione di un ambiente teso: “15 giorni fa un giocatore è venuto nel mio ufficio a piangere”. Questo aneddoto, quasi intimo, riflette un lato umano del rapporto tra allenatore e calciatori, suggerendo che, nonostante le difficoltà, ci sia un legame sincero e profondo. Tuttavia, Sarri non ha risparmiato una frecciata: “Se poi si vendono giocatori dicendo che non andavano d’accordo con Sarri è un po’ brutto”, ha aggiunto. E ha continuato: “Anche perché quando sono venuti a salutarmi mi hanno detto cose diverse”, lasciando intendere che la realtà delle cose potrebbe essere ben diversa da quella che viene raccontata.
Il caso di Alessio Romagnoli, uno dei giocatori più chiacchierati dell’estate, ha poi occupato una parte importante della riflessione di Sarri. Il difensore, in procinto di trasferirsi all’Al-Sadd in Qatar, sembra essere uno degli elementi destinati a lasciare la Lazio, ma Sarri ha voluto chiarire la sua posizione. “La società mi ha chiesto cosa ne pensassi – ha detto il tecnico – e ho risposto che tatticamente è una pedina irrinunciabile”. Una dichiarazione che conferma l’importanza del difensore nell’assetto tattico della squadra. Nonostante ciò, la partenza di Romagnoli sembra ormai inevitabile.
Nel mezzo di tutte queste difficoltà, Sarri ha cercato di rassicurare i tifosi sulla sua permanenza a Roma, nonostante le voci di un possibile addio. “Se io resto? Certo, resto perché ho rispetto dei tifosi, la Lazio è una cosa seria, da fuori si fa fatica a capirlo bene”, ha spiegato, sottolineando il suo impegno verso il club e i suoi sostenitori. Nonostante l’evidente periodo di crisi, l’allenatore ha affermato di essere pronto a continuare a lavorare per rilanciare il progetto Lazio. Il discorso si è poi spostato sul tanto discusso “ridimensionamento” della squadra: “Sì, e per ora non vedo la luce in fondo al tunnel. Ma aspettiamo la fine del mercato”. Sarri sembra realista riguardo alle difficoltà che sta attraversando, ma non perde la speranza che il mercato possa portare qualche cambiamento positivo.
Infine, il tecnico ha voluto precisare quale sia la sua vera priorità nella costruzione della squadra. “Il club dice che farà una squadra giovane, ma a me interessa poco dell’età anagrafica, voglio una squadra di qualità”, ha concluso. In altre parole, Sarri non si concentra troppo sull’età dei calciatori, ma piuttosto sulle loro capacità e sul loro contributo al progetto. La Lazio sta attraversando un momento di incertezze, ma il tecnico sembra determinato a lavorare sulla qualità della rosa, nella speranza di costruire una squadra che possa tornare a competere ai vertici, nonostante le difficoltà economiche e la necessità di ringiovanire il gruppo.