La situazione alla Lazio è diventata surreale. Il rapporto tra Maurizio Sarri e il presidente Claudio Lotito è ai minimi storici, e la sensazione è che ora possa davvero succedere di tutto. Recentemente c’è stato un vertice a Formello, ma l’incontro non ha cambiato la sostanza dei problemi. L’allenatore si trova a dover gestire una rosa sulla quale non ha potuto intervenire in estate, a causa dei noti vincoli legati al blocco del mercato, e ora sembra impossibilitato anche a modificare la squadra, nonostante Lotito potrebbe, in teoria, investire qualcosa sul mercato. Sarri ha ribadito di essersi ritrovato giocatori senza essere stato interpellato, mentre il presidente ha confermato con chiarezza la sua autorità, ricordando che “questa è casa mia e qui comando io”.
I tifosi osservano increduli, perché la rosa appare assemblata in modo discutibile e non è escluso che possano esserci altre partenze eccellenti. Alessio Romagnoli, ad esempio, è tentato dalla proposta milionaria dell’Al Sadd (6 milioni l’anno per tre stagioni), e la mancata promessa di rinnovo da parte di Lotito lo spinge verso l’addio. Stesso discorso per Guendouzi, rimasto solo per volontà di Sarri. L’allenatore, ingaggiato in estate quasi come parafulmine, si ritrova così in una situazione assurda, senza alcun preavviso.
Sarri, pur desiderando talvolta le dimissioni come già accaduto nel 2024, non se la sente di abbandonare una squadra in difficoltà. La promessa fatta ai tifosi di restare almeno fino a fine stagione pesa più di ogni altra considerazione. Lotito non lo ha esonerato, anche per motivi economici: l’allenatore percepirebbe circa dodici milioni lordi per il resto del contratto triennale. La speranza del presidente è che Sarri decida spontaneamente di lasciare, ma il braccio di ferro rischia di danneggiare soltanto la Lazio, lasciando tutti in una situazione di stallo che sembra senza via d’uscita.