La Champions League come occasione di riscatto immediato e come banco di prova per confermare la crescita di una Juventus che, al di là dello stop di Cagliari, sente di aver imboccato la strada giusta. Kephren Thuram guarda alla sfida contro il Benfica con la consapevolezza di chi sa di potersi riprendere un ruolo da protagonista, dopo essere partito dalla panchina nell’ultimo impegno di campionato.
A Lisbona il centrocampista francese è pronto a tornare titolare, in una gara che può avvicinare i bianconeri alla qualificazione ai playoff di Champions League.
La delusione per il risultato dell’Unipol Domus non ha scalfito le certezze del classe 2001, che accetta con maturità anche le rotazioni decise dallo staff tecnico. “Tutti vorrebbero partire sempre dall’inizio, ma abbiamo una rosa con tanti giocatori forti.
Quindi se resto in panchina lo accetto e provo ad aiutare i miei compagni quando entro. Non siamo riusciti a portare a casa la vittoria, ma si è visto che siamo una squadra forte, in grado di creare tante occasioni”. Un messaggio chiaro, che fotografa il clima all’interno del gruppo juventino, sempre più convinto dei propri mezzi.
La partita contro il Benfica di Mourinho ha un peso specifico notevole, ma alla Continassa l’approccio non cambia. “Per noi è una partita importante, ma quando sei alla Juve giochi sempre per vincere. Quindi non guardiamo troppo la classifica”, spiega Thuram, sottolineando come l’obiettivo resti quello di imporsi in ogni competizione.
La fiducia, nonostante il ko di Cagliari, è anzi aumentata: “Ci sentiamo più forti rispetto a qualche settimana fa e penso si veda durante le partite. Ogni vittoria ci aiuta in questa consapevolezza”.
Una crescita che passa anche dal lavoro quotidiano con il nuovo allenatore. L’arrivo di Spalletti ha inciso in modo evidente sul percorso del centrocampista francese, chiamato a essere più incisivo anche negli ultimi metri. “Il mio modo di giocare è un po’ cambiato con mister Spalletti.
Lui e lo staff mi hanno fatto capire che sono un giocatore che può fare gol e sto cercando gli spazi per inserirmi e andare al tiro, è importante per me e per la squadra. Mi chiede di essere più intelligente e questo mi permette di anticipare tante situazioni”. Alla domanda sul calcio intenso proposto dal tecnico, Thuram risponde sorridendo: “No, mi piace”.
La Juventus, però, non ha cambiato solo il suo modo di stare in campo, ma anche la sua mentalità. “La Juventus mi ha cambiato tanto. Prima ero più giovane e andavo all’allenamento senza troppi pensieri. Qui, invece, ogni dettaglio è importante: dall’analisi video alla dieta, è un modo di vivere. Devi dare tutto per essere più forte”. Parole che raccontano l’impatto di un ambiente che non lascia spazio alla superficialità.
Infine, spazio anche per i compagni più giovani, come Miretti e Adzic, osservati speciali all’interno dello spogliatoio. “Due giocatori di talento. Fabio lavora tanto ogni giorno per migliorarsi. Adzic è più giovane e si sta allenando molto bene. Non devo dargli consigli, conoscono la strada giusta per arrivare dove vogliono”.
Lo sguardo sul futuro, invece, resta volutamente corto: “Penso solo ad adesso, a crescere come calciatore e a vincere più partite possibili. Solo a fine stagione penserò alla nazionale francese”. Ora c’è il Benfica, e per Thuram l’occasione di riprendersi il centro della scena.