Serata di Champions

Inter e Napoli, destini diversi ma sfide cruciali in serata

L'Inter di Cristian Chivu si vuole confermare tra le prime otto di Champions mentre il Napoli di Antonio Conte vuole superare la Ligue Phase.

Inter e Napoli, destini diversi ma sfide cruciali in serata

Due città, due stadi e due prove europee profondamente diverse, ma accomunate dallo stesso peso specifico. La Champions League mette davanti a Inter e Napoli una serata che può indirizzare il loro cammino continentale, tra ambizioni di alta classifica e timori di scivolare in una zona grigia da cui è difficile uscire. A San Siro va in scena una sfida di lusso, quasi da copertina, mentre a Copenaghen il calcio assume contorni più ruvidi, fatti di emergenze, freddo e resistenza.

A Milano arriva una delle squadre più temute del momento. L’Arsenal di Mikel Arteta sbarca a San Siro forte di numeri impressionanti e di una sicurezza che in Europa pochi possono vantare. I Gunners comandano la Premier League e hanno letteralmente dominato il loro percorso in Champions, chiudendo il girone con sei vittorie su sei, diciassette gol segnati e uno soltanto incassato.

Una macchina quasi perfetta, capace di vincere partite sporche o di travolgere l’avversario grazie a una rosa profonda, tecnica e ormai matura, anche se priva di Calafiori nel reparto arretrato. Il recente pareggio senza reti contro il Nottingham Forest non ha scalfito le certezze di un gruppo che viaggia con l’obiettivo dichiarato di chiudere a punteggio pieno.

Di fronte c’è l’Inter di Cristian Chivu, chiamata a una vera impresa. I nerazzurri arrivano alla supersfida sospinti da un campionato quasi impeccabile, con otto vittorie nelle ultime nove partite, ma ancora feriti dalle due beffe europee subite nei minuti finali contro Atletico Madrid e Liverpool.

Battere questo Arsenal, sulla carta, sembra un compito proibitivo, ma i tre punti sono fondamentali per evitare l’insidiosa trappola dei playoff e continuare a inseguire la qualificazione diretta agli ottavi. Servirà una prestazione perfetta, senza sbavature, contro un avversario che ha già dimostrato di poter fare a pezzi anche corazzate come il Bayern Monaco.

Scenario completamente diverso quello che attende il Napoli in Danimarca. La trasferta di Copenaghen assomiglia più a una prova di sopravvivenza che a una normale serata di Champions. Antonio Conte deve fare i conti con un’emergenza quasi totale, tra infortuni, acciacchi e una rosa ridotta ai minimi termini. L’infermeria è affollata e, dopo l’ultima gara di campionato, la lista degli indisponibili si è ulteriormente allungata, aumentando il senso di precarietà che accompagna gli azzurri in questa fase delicatissima della stagione.

Il nervosismo del tecnico è palpabile, anche perché la squadra è costretta a giocare senza possibilità di rotazioni, accumulando minuti e stanchezza. Alcuni pilastri sono chiamati agli straordinari, con la sesta partita in poco più di due settimane, mentre il mercato non ha ancora portato quei rinforzi invocati per tamponare l’emergenza. In questo contesto, la sfida del Parken Stadium assume i contorni di uno spareggio a tutti gli effetti.

Copenaghen e Napoli si presentano appaiate a quota sette punti, in bilico sulla linea che separa la qualificazione dall’eliminazione. Chi vince compie un passo decisivo verso il passaggio del turno, chi perde rischia di vedere il proprio cammino europeo interrompersi bruscamente. Il fattore ambientale pesa: il Copenaghen in casa è un fortino, sospinto dal freddo e dal calore del pubblico.

Il Napoli, reduce da cinque sconfitte consecutive in trasferta in Europa, dovrà trovare energie mentali e fisiche che vanno oltre il momento, per restare in piedi quando tutto sembra remare contro. Due partite, due esami, un’unica notte che può cambiare la stagione.