Le parole

Kelly: “Cresciuto in affido, il calcio mi ha salvato”

Toccante intervista senza filtri del difensore della Juve a La Stampa dove ha ripercorso anche un’infanzia complessa.

Kelly: “Cresciuto in affido, il calcio mi ha salvato”

Dietro la maglia bianconera e la solidità mostrata in campo c’è una storia personale intensa, segnata da difficoltà precoci e da un percorso di crescita tutt’altro che lineare. Lloyd Kelly, difensore inglese della Juventus, ha scelto di raccontarsi senza filtri in un’intervista a La Stampa, ripercorrendo un’infanzia complessa che ha inciso profondamente sull’uomo prima ancora che sul calciatore. Un racconto intimo, che parte da lontano e spiega molto del suo modo di vivere il calcio e lo spogliatoio.

Kelly aveva soltanto sette anni quando, insieme ai fratelli Mary e Marcus, venne affidato a famiglie diverse, iniziando una lunga serie di spostamenti che si è conclusa solo con il raggiungimento della maggiore età. Anni delicati, nei quali ha dovuto crescere in fretta e imparare ad adattarsi a contesti sempre nuovi, mentre dentro di sé maturava la convinzione che il calcio sarebbe diventato il suo punto fermo. “L’affidamento è qualcosa che tengo profondamente vicino a me perché è così che sono diventato adulto, è così che io e i miei due fratelli siamo cresciuti per molti anni. Si tratta di un qualcosa di buono che viene fuori da situazioni negative, ben diverse rispetto a un’infanzia “normale – afferma il numero 6 bianconero -. Io ho molto rispetto per le famiglie che sono disposte a prendere bambini che non sono loro: possono avere un impatto enorme sui bambini e sul loro futuro”.

Parole che raccontano gratitudine e consapevolezza, ma anche il peso di esperienze che hanno lasciato un segno profondo. Non a caso, per Kelly il calcio non è mai stato soltanto uno sport o una carriera, bensì un rifugio e una bussola nei momenti più complicati. “È la mia vita, è stato la mia distrazione durante un’infanzia complicata – spiega – È stato qualcosa che mi ha permesso di guardare altrove rispetto a ciò che mi stava accadendo, rispetto alle difficoltà. Questo sport ha avuto un ruolo enorme nella mia crescita e infatti il mio amore per il calcio è lo stesso di quando avevo 10, 11 o 12 anni”. Una passione rimasta intatta nel tempo, capace di accompagnarlo lungo un percorso fatto di sacrifici e determinazione.

Oggi quella ricerca di stabilità sembra aver trovato una risposta alla Continassa, dove Kelly ha scoperto un ambiente che sente vicino ai propri valori. La Juventus, per lui, non è solo un club prestigioso, ma una nuova famiglia, costruita su condivisione e sostegno reciproco. “La Juve è un ambiente in cui ci si aiuta e si condividono le esperienze, il tempo e le emozioni – dice il difensore inglese -. Viviamo sia momenti buoni che momenti difficili, nei quali è ancora più importante essere uniti e compatti. Aiutarsi”.

Un messaggio che va oltre il campo e che racconta il significato più profondo del suo percorso. Kelly guarda al presente con orgoglio e al futuro con la serenità di chi ha attraversato tempeste ben più dure. Oggi veste il bianconero con la consapevolezza di aver trovato, finalmente, un luogo da poter chiamare casa.