Il vento soffia forte sulle corsie del Franchi. La Fiorentina accelera sul mercato offensivo e, dopo Manor Solomon, piazza un altro innesto di peso pescando ancora in Premier League. È fatta per Jack Harrison, esterno d’attacco del Leeds, che approda in viola con la formula del prestito con diritto di riscatto fissato a 10 milioni di euro. Un’operazione costruita negli ultimi giorni e chiusa senza intoppi, nella quale non è difficile intravedere la mano esperta di Fabio Paratici, profondo conoscitore del calcio inglese.
Tridente nuovo
L’arrivo di Harrison conferma una linea chiara: la Fiorentina vuole qualità, velocità e fantasia sugli esterni. Con Solomon a sinistra, Kean al centro e lo stesso Harrison a destra, prende forma il nuovo tridente immaginato da Paolo Vanoli, sempre più orientato verso il 4-3-3. Un sistema che ha bisogno di ali pure per esaltare il gioco offensivo e rimettere in moto un reparto che, soprattutto con il centravanti azzurro, ha fin qui prodotto meno del previsto rispetto alla stagione 2024-25.
C’è ancora un intero girone di ritorno per cambiare marcia e il nuovo acquisto, atteso oggi al Viola Park per le visite mediche, amplia immediatamente le soluzioni a disposizione dell’allenatore.
Usa, Premier e Bielsa
La carriera di Jack Harrison è tutt’altro che lineare. Cresciuto nelle giovanili di Liverpool e Manchester United, a 14 anni lascia l’Inghilterra per trasferirsi negli Stati Uniti, spinto dalla madre Debbie a costruire un futuro che andasse oltre il pallone. L’esperienza nella MLS si rivela decisiva: al New York City mette in mostra dribbling, assist e gol, attirando l’attenzione del Manchester City, che lo riporta in Europa.
La vera consacrazione arriva però al Leeds, grazie a Marcelo Bielsa. È il Loco a cambiarne la carriera, spostandolo da destra a sinistra e valorizzandone al massimo le qualità. Mancino naturale ma capace di giocare su entrambe le fasce, Harrison diventa uno dei simboli del Leeds del ritorno in Premier, segnando anche ad Anfield e chiudendo l’era Bielsa con 24 gol in 150 presenze.
«Lavorare con lui ti cambia la vita», ha raccontato più volte l’esterno inglese.
Dopo l’esonero del tecnico argentino, però, l’incantesimo si spezza. Prestito all’Everton, poi un ritorno al Leeds senza fortuna: 13 presenze, 443 minuti giocati e zero gol nella stagione in corso, con appena un minuto disputato nelle ultime dieci gare di Premier. Da qui la scelta di ripartire dalla Serie A, a 29 anni, nel pieno della maturità calcistica.
Dribbling e tecnica
Brevilineo, rapido e imprevedibile, Harrison è un’ala “alla vecchia maniera”. Non vive solo di strappi, ma di tecnica, visione di gioco e qualità nell’uno contro uno. Ama rifinire l’azione, crossare e sorprendere anche dalla distanza, come dimostra il celebre pallonetto sotto l’incrocio segnato al Bournemouth con la maglia dell’Everton.
A Firenze l’attesa è già alta. I tifosi viola sognano di vederlo sfrecciare sulla fascia, saltare l’uomo con naturalezza e disegnare traiettorie pericolose in area. La Fiorentina ha acceso un’altra freccia nel suo arco: ora tocca al campo dire se colpirà dritto al bersaglio.