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Inter, priorità allo scudetto: Chivu vuole sfruttare il calendario

Dopo il successo col Lecce, dirigenza e staff tracciano la rotta: priorità al campionato, senza perdere di vista la Champions League

Inter, priorità allo scudetto: Chivu vuole sfruttare il calendario

Il sorriso non era di circostanza. Nella notte di San Siro, subito dopo la vittoria sofferta ma vitale contro il Lecce, l’aria che si respirava tra dirigenza e staff tecnico raccontava molto più del semplice risultato. Beppe Marotta, Piero Ausilio, Dario Baccin, Cristian Chivu e il fidato Aleksandar Kolarov hanno prolungato il confronto negli spazi interni dello stadio, condividendo sensazioni, strategie e soprattutto ambizioni. Perché, nonostante una prestazione opaca e una squadra apparsa a tratti scarica, l’obiettivo resta chiaro e scritto in otto lettere: scudetto.

Il tema mercato è rimasto sullo sfondo. Gli uomini dell’area tecnica hanno fatto il punto sulla carenza di esterni destri di livello disponibili e sulla possibilità, tenuta viva solo per le ultime battute, di un ritorno di Ivan Perisic, qualora il Psv decidesse di aprire. Ma il cuore della discussione ha riguardato il presente e il futuro immediato: il tricolore numero 21, una ferita ancora aperta dopo lo spreco della passata stagione, è una priorità condivisa da chi lavora ogni giorno ad Appiano Gentile e da chi gestisce i conti in viale della Liberazione.

L’Inter non perde di vista la Champions League e la qualificazione agli ottavi, possibilmente passando dalla porta principale per motivi economici e di prestigio, anche alla luce delle due finali conquistate negli ultimi tre anni. Tuttavia, nel breve periodo, la scelta è stata fatta: massima spinta sul campionato, aiutati anche da un calendario che offre margini per accelerare prima del prossimo scontro diretto, fissato a metà febbraio contro la Juventus di Spalletti.

Il piano

La tabella di marcia è definita. Si parte da Udine, campo storicamente insidioso e carico di fantasmi, poi il ritorno a San Siro contro il Pisa nel Friday Night. A seguire, la doppia trasferta contro Cremonese e Sassuolo, una sequenza che sulla carta sembra abbordabile ma che nasconde trappole evidenti. Il campionato, però, non cammina da solo: in mezzo ci saranno due notti europee ad altissima tensione. Martedì prossimo arriva l’Arsenal di Arteta, con tanto di rappresentanti di Oaktree pronti a sbarcare da Los Angeles, mentre il 28 gennaio toccherà all’impatto con il “muro giallo” del Borussia Dortmund.

Nonostante il doppio fronte, in Serie A esistono le condizioni per mettere altro fieno in cascina e rilanciare con decisione la corsa scudetto. Il piano è stato ribadito anche nel rientro alla Pinetina, in un clima più disteso dopo il Lecce: l’esecuzione, però, resta quella già vista in stagione. L’Inter fatica contro le big, ma diventa spietata contro le medio-piccole.

Priorità

I numeri parlano chiaro: quasi un naufragio finora contro Milan, Juventus e Napoli, ma una marcia quasi perfetta contro il resto della compagnia. Chivu ha costruito così la sua classifica, applicando la legge del più forte, con l’unica macchia rappresentata dal passo falso interno contro l’Udinese a inizio stagione. Proprio per questo, la trasferta di domani in Friuli è considerata la più delicata del prossimo poker di gare.

La squadra porta con sé una stanchezza accumulata, figlia anche della battaglia contro Conte, e la gara col Lecce non ha aiutato a ricaricare le energie. Ma se la priorità è il tricolore, non ci sono calcoli da fare: servirà stringere i denti, anche a costo di pagare qualcosa in Europa. Lo sgambetto dell’andata ha insegnato quanto conti la fisicità dell’Udinese di Runjaic. L’Inter lo sa: se vuole davvero lo scudetto, deve passare anche da gare scomode come quella di Udine.