Questa sera ad Albacete prende ufficialmente il via l’avventura di Alvaro Arbeloa come allenatore del Real Madrid, in una partita di Coppa del Re contro una squadra 17ª in Segunda, la B spagnola. Il presidente Florentino Perez spera in un miracolo simile a quello vissuto con Zinedine Zidane, che nel gennaio 2019, partendo dal Castilla e senza esperienza da allenatore di alto livello, conquistò tre Champions League in due anni e mezzo. Arbeloa, sette anni dopo, segue un percorso simile: dal Castilla alla prima squadra, sostituendo il suo ex compagno e amico Xabi Alonso.
Se le cose dovessero andare male, la pressione sul presidente sarà enorme: il madridismo non risparmierebbe critiche. Arbeloa non è un traghettatore, ma un tecnico giovane e ambizioso. Perfino Jurgen Klopp ha commentato la situazione sottolineando le difficoltà di grandi club come il Real: «Se un allenatore come Xabi Alonso dura solo sei mesi, vuol dire che al Madrid c’è qualcosa che non va».
Ritorno di Pintus
Il debutto di Arbeloa ieri ha portato subito una novità: a guidare il gruppo in allenamento è tornato Antonio Pintus, preparatore di fiducia di Perez. Il presidente aveva espresso chiaramente la sua stima, bloccando di fatto l’allontanamento di Pintus causato dall’arrivo di Xabi Alonso. Arbeloa ha celebrato il ritorno del preparatore italiano: «È un privilegio lavorare con un professionista come Antonio, uno che ha vinto 5 Champions e conosce a memoria questi giocatori».
Il nuovo tecnico ha preso le distanze da qualsiasi paragone con Jose Mourinho, suo grande mentore: «Se dovessi imitare Mourinho finirei col fallire clamorosamente». Nonostante il ruolo delicato, Arbeloa mantiene un ottimo rapporto con Xabi: «La nostra amicizia resta intatta».
Fiducia e ambizioni
Il tecnico conosce le sfide che lo attendono: una rosa talentuosa ma lacunosa, stelle dal carattere complesso e qualche pigrizia di troppo. Arbeloa però punta sulla fiducia reciproca, sul legame con il figlio di Florentino e sulle ambizioni personali. Riuscirà a riportare il Real Madrid ai grandi trofei? La risposta arriverà questa primavera, quando il campo parlerà più delle parole.