Coppa d'Africa

Coppa d’Africa, semifinali al via tra stelle, pressioni e Palloni d’Oro

Marocco-Nigeria e Senegal-Egitto: il continente celebra il suo calcio migliore tra campioni assoluti e ct africani protagonisti

Coppa d’Africa, semifinali al via tra stelle, pressioni e Palloni d’Oro

Talento, storia, rivalità e un peso specifico enorme sulle spalle dei protagonisti: le sfide tra Marocco e Nigeria e tra Senegal ed Egitto rappresentano il punto più alto della Coppa d’Africa contemporanea. A dirlo, senza troppi giri di parole, è stato anche Walid Regragui, ct dei padroni di casa, che ha sottolineato come in campo ci siano le squadre più forti e rappresentative del continente.

La Nigeria, pur reduce da un Mondiale finito male tra Sudafrica e Repubblica Democratica del Congo, resta una potenza assoluta: 16 semifinali di Coppa d’Africa parlano da sole. Il Marocco, invece, insegue un sogno che dura da mezzo secolo: l’ultimo trionfo risale a 50 anni fa, l’ultima finale al 2004, persa in Tunisia. Stasera le Super Aquile vogliono spegnere l’entusiasmo di un intero Paese.

Cinque uomini d’oro

Regragui ha fatto bene a citare i Palloni d’Oro africani: in queste semifinali sono presenti i vincitori delle ultime sette edizioni, distribuite su nove anni a causa del Covid. In campo ci sono Mohamed Salah (2017 e 2018), Sadio Mané (2019 e 2022), i nigeriani Victor Osimhen (2023) e Ademola Lookman (2024), oltre all’idolo di casa Achraf Hakimi.

Quest’ultimo è molto più di un simbolo sportivo in Marocco: reduce dal trionfo in Champions League, l’ex interista è considerato un eroe nazionale anche per il coraggio mostrato nel recupero dopo il duro intervento subito a novembre. Cinque campioni assoluti, quattro nazionali ancora in corsa, tutte guidate da ct africani: una prima volta storica per un torneo a lungo dominato da allenatori europei.

I riflettori su Brahim Diaz

Tra le stelle brilla anche Brahim Diaz, alla sua prima Coppa d’Africa. Il madridista nato a Malaga ha segnato in tutte e cinque le partite disputate finora ed è il capocannoniere del torneo, davanti a Osimhen e Salah (4 reti), con Lookman ed El Kaabi a quota 3. L’ex milanista, con un fisico che ricorda Xavi e Iniesta, è già un serio candidato al prossimo Pallone d’Oro africano.

Il replay di una finale

L’altra semifinale è una riedizione della finale del 2022: Senegal-Egitto, due edizioni dopo. Molti protagonisti di quella notte sono ancora in campo. Allora vinsero i Leoni della Teranga ai rigori, conquistando il primo storico titolo e consegnando a Mané premio e Pallone d’Oro. Per Salah furono lacrime amare: la seconda finale persa in cinque anni. Oggi Mané gioca in Arabia, Salah è ancora al Liverpool e sogna una terza finale che sarebbe un balsamo per una stagione complicata.

Pressione massima su Regragui

In Nigeria-Marocco il fattore decisivo potrebbe essere la pressione. Rabat e l’intero Paese vivono ore di tensione e Regragui lo sa bene: «Ho perso quattro partite in tre anni e mezzo, ho fatto una semifinale Mondiale e ora quella continentale. In altri Paesi nessuno direbbe nulla, qui parlano tutti». Il suo posto, e forse anche il Mondiale 2026, non sono così saldi.

Osimhen e Lookman possono ribaltare tutto e regalare alla Nigeria un’impresa storica, sotto la guida di Eric Chelle, ct maliano dai modi pacati ma capace di farsi seguire da uno spogliatoio tutt’altro che semplice. Sarebbe un vero “maracanazo” africano.