Con un blitz studiato nei minimi dettagli, l’Atalanta ha chiuso una delle operazioni più rilevanti del mercato, assicurandosi Giacomo Raspadori e lasciando a mani vuote Napoli e Roma. Un affare costruito lontano dai riflettori e finalizzato con decisione: 22 milioni di euro per il trasferimento a titolo definitivo.
La chiave dell’operazione è stata proprio la formula. Mentre Napoli e Roma erano bloccate in lunghe trattative con l’Atletico Madrid su prestiti onerosi con diritto o obbligo di riscatto, il club bergamasco ha messo subito sul tavolo una proposta chiara, mostrando la volontà di puntare su Raspadori come uomo cardine del progetto futuro. La solidità societaria e la visione dell’area sportiva hanno convinto rapidamente il giocatore, che oggi sosterrà le visite mediche prima di firmare un contratto fino al 2030.
L’attaccante si metterà immediatamente a disposizione di Raffaele Palladino: già domani, alla vigilia della trasferta di Pisa, è previsto il primo allenamento con i nuovi compagni, con concrete possibilità di convocazione. A incidere sulla scelta di Bergamo è stata anche la prospettiva europea: l’Atalanta è ormai una big del calcio italiano e una presenza costante nelle competizioni continentali. In Champions League Raspadori non potrà essere utilizzato nelle ultime due gare del girone, ma il suo contributo sarà garantito almeno dai playoff o dagli ottavi.
Abbondanza e qualità
L’arrivo di Raspadori alza ulteriormente il livello di un reparto offensivo già tra i migliori della Serie A. Quando Ademola Lookman rientrerà dalla Coppa d’Africa – il nigeriano è considerato incedibile nonostante l’interesse di Fenerbahce e Galatasaray – Palladino avrà a disposizione un parco attaccanti di altissimo profilo: Scamacca, Krstovic, De Ketelaere, Samardzic, Maldini e ora anche Raspadori.
Proprio Maldini e Samardzic potrebbero attirare attenzioni di mercato, ma l’Atalanta aprirebbe a eventuali trattative solo davanti a prestiti con riscatto condizionato. In particolare, Samardzic non sembra intenzionato a lasciare Bergamo a stagione in corso e, al momento, non risultano offerte concrete.
Un’arma tattica in più
Dal punto di vista tecnico, Raspadori rappresenta un valore aggiunto enorme. Il 3-4-2-1 di Palladino si adatta perfettamente alle sue caratteristiche: può agire da trequartista sinistro, da punta o da trequartista centrale, soprattutto quando la squadra passa al 4-2-3-1, sistema già utilizzato a gara in corso dall’allenatore nerazzurro e ora pronto a diventare un’opzione dall’inizio.
La sua duttilità è da sempre uno dei tratti distintivi: qualità tecniche, intelligenza tattica e spirito di sacrificio permettono a Raspadori di cambiare volto all’attacco. Non a caso è un profilo apprezzato da tutti gli allenatori che lo hanno avuto.
Un giocatore che vale tre
Raspadori può essere anche quel centravanti dinamico che mancava alla rosa: rapido, abile negli attacchi alla profondità e dotato di grande visione della porta. I numeri parlano chiaro: 31 gol e 15 assist in 164 presenze in Serie A. Sa far giocare la squadra, rifinire e finalizzare.
Immaginarlo alle spalle di Scamacca, con Lookman e De Ketelaere sugli esterni, apre scenari offensivi potenzialmente devastanti. Per l’Atalanta non è solo un acquisto: è un investimento che moltiplica le soluzioni. Con Raspadori, la Dea ha davvero messo le mani su un giocatore che vale triplo.