Dato eclatante

Inter ancora prima, ma gli scontri diretti restano un tabù

Dalla scorsa stagione a oggi, i nerazzurri non hanno vinto alcuna delle 13 sfide contro Napoli, Juventus e Milan in tutte le competizioni

Inter ancora prima, ma gli scontri diretti restano un tabù

Dopo che il girone di andata ha segnato uno zero alla casella punti ottenuti contro Napoli, Juve e Milan, l’Inter è riuscita ad agguantarne uno alla prima giornata di ritorno. Un punto solo, nel pareggio 2-2 contro la squadra di Antonio Conte, anche se per alcuni minuti della ripresa sono stati tre, circostanza che avrebbe permesso ai nerazzurri di allungare a +7 sul Napoli e a +6 sul Milan. Al triplice fischio dell’arbitro Doveri, però, la situazione in classifica è rimasta invariata.

  1. Inter: 43 punti (una partita da recuperare)
  2. Milan: 40 punti (una partita da recuperare)
  3. Napoli: 39 punti (una partita da recuperare)

Inter, le difficoltà contro il Napoli

Lato Inter, la colpa, se così si può definire, sta in quel basso livello di concentrazione che, soprattutto nei secondi tempi, coglie all’improvviso i calciatori di Chivu (e prima di Inzaghi) proprio nei match contro le dirette rivali nella corsa Scudetto.

Analizzando la partita di ieri, si notano molte analogie con l’andamento gara di quanto accaduto all’andata: una prima frazione quasi dominata dai nerazzurri, che però subiscono nelle poche sortite offensive del Napoli, e un secondo tempo sottotono, in cui i partenopei alzano il ritmo, prendono le misure e si rendono molto più pericolosi.

Se all’andata gli uomini di Conte erano riusciti a portarsi a casa i tre punti, questa volta sono stati abili a recuperare lo svantaggio, grazie anche a un McTominay strepitoso (che si esalta tantissimo contro l’Inter) e a un Hojlund in grande forma che ha messo in difficoltà un difensore top come Akanji.

Andando oltre ai meriti del Napoli, tuttavia, è stato piuttosto lampante notare come l’Inter sia andata in confusione, perdendo il pallino del gioco. Soprattutto le distanze tra centrocampo e attacco sono aumentate, con Lautaro e Thuram che si sono sempre più smarriti col passare dei minuti. A loro confronto, il solo Hojlund è riuscito a fare meglio reparto, vincendo tanti duelli contro la difesa nerazzurra.

Chivu, però, ha saputo raddrizzare la barra mettendo in campo Mkhitaryan per un buon Zielinski (che non ne aveva più), il quale si è procurato il rigore del momentaneo 2-1 e ha poi colpito il palo a pochi minuti dalla fine.

Gli scontri diretti restano un tabù

Detto ciò, per quanto visto in campo, tra Inter e Napoli il pareggio è stato un risultato corretto. Purtroppo per i nerazzurri, che restano primi in classifica a +4 sugli azzurri di Conte, al termine del match l’attenzione è andata su un dato eclatante: dalla scorsa stagione a oggi, l’Inter non ha vinto alcuna delle 13 sfide contro Napoli, Milan e Juventus in tutte le competizioni (sei pareggi e sette sconfitte).

Una statistica preoccupante, considerando che da diversi anni si parla di una squadra che, per il livello di calcio dimostrato in campo, è vista come la più forte del campionato.

La domanda sorge spontanea: da dove derivano questi limiti?

Sul piano tecnico-tattico si potrebbe parlare sia di un cinismo offensivo un po’ carente (pochi gol rispetto alle tante azioni create), sia di alcune distrazioni o sbavature difensive che stanno risultando fin troppo decisive; sul piano mentale, invece, sembra che i calciatori nerazzurri stiano vivendo un blocco che, negli scontri diretti, li porta a sciogliersi soprattutto nei secondi tempi e in alcuni casi nei minuti finali di gara (ad esempio ieri col Napoli o all’andata contro la Juventus).

Quale soluzione?

La cura a questa situazione potrebbe arrivare attraverso una vittoria in questi match. Un successo che potrebbe portare di nuovo morale a una squadra che, dalla scorsa stagione, va in sofferenza negli scontri diretti, soprattutto in alcune pedine chiave, come Lautaro, Barella e Bastoni che rappresentano la spina dorsale dell’undici titolare.

Ovviamente nulla è perduto. I nerazzurri sono ancora primi e hanno dimostrato finora che con le medio-piccole sono tornati a essere infallibili.

La stagione però è entrata ufficialmente nel clou e gli impegni, soprattutto a gennaio, saranno tanti e ravvicinati. Spetterà a Chivu gestire le forze, anche con turnover oculati tra campionato e Champions League, per continuare il trend di risultati positivi. Ma per fare quello step in più, di cui il mister rumeno parla spesso ai microfoni della stampa, bisognerà tornare a portarsi a casa punti importanti contro le squadre tabù: Napoli, Juventus e Milan.

LEGGI ANCHE: Chivu: “Scudetto? Sarà battaglia, non solo con il Napoli”