Il rapporto tra il Milan e Mike Maignan è arrivato a un punto di svolta che potrebbe risultare determinante per il futuro. Nei prossimi giorni è previsto un incontro chiave tra i vertici del club rossonero e Jonathan Kebe, agente del portiere francese, chiamato a fare chiarezza su una situazione rimasta a lungo in bilico. L’intenzione della società è netta: formalizzare un rinnovo contrattuale che fino a poco tempo fa appariva complicato e mettere al sicuro uno dei pilastri della squadra, il cui accordo attuale scade il 30 giugno.
Giorgio Furlani e Igli Tare hanno strutturato una proposta definita “alla Leao”, pensata per convincere definitivamente Maignan a restare. Sul tavolo c’è un prolungamento fino al 2029, con opzione fino al 2030, accompagnato da un ingaggio complessivo che arriverebbe a 7 milioni di euro, suddivisi in 5,5 milioni di parte fissa più 1,5 di bonus, tra obiettivi facilmente raggiungibili e altri più complessi. Un investimento importante, che consentirebbe al portiere di eguagliare lo stipendio dell’attaccante portoghese e di diventare l’altro giocatore più pagato della rosa. Un messaggio chiaro, utile anche per allontanare le attenzioni di Juventus, Chelsea e Manchester United, club che restano vigili ma con i quali il 30enne non ha ancora avviato contatti concreti.
Per comprendere appieno il peso di questa fase bisogna tornare all’inizio del 2025. In quel periodo, dopo aver raggiunto un accordo verbale, il Milan decise di rivedere la propria posizione in seguito ad alcune incertezze del portiere, in particolare l’errore contro il Feyenoord nei playoff Champions. Da lì la scelta di proporre un rinnovo a cifre inferiori, con uno stipendio attorno ai 4 milioni. La reazione di Maignan fu durissima: la richiesta di essere ceduto al Chelsea nella sessione estiva. L’operazione però non si concretizzò, anche grazie alla ferma volontà di Max Allegri, che ha sempre puntato su di lui. Il tecnico lo ha confermato capitano, lo ha sostenuto quotidianamente e ne ha ricevuto in cambio prestazioni di alto livello e una rinnovata disponibilità al dialogo.
Alla luce dei precedenti, in via Aldo Rossi prevale una prudente fiducia. Il semplice fatto che le parti siano tornate a confrontarsi rappresenta già un segnale significativo. Il sostegno dell’allenatore, l’appoggio dello spogliatoio e dei tifosi, una proposta economica importante e un Milan nuovamente competitivo costituiscono la base ideale per sperare nel via libera definitivo di Maignan.