Massimo Moratti torna a far sentire la propria voce e lo fa senza giri di parole. L’ex presidente dell’Inter ha commentato con toni piuttosto critici l’addio di Simone Inzaghi, che la scorsa estate ha salutato il club nerazzurro dopo la finale di Champions League persa, scegliendo di intraprendere una nuova avventura sulla panchina dell’Al Hilal in Arabia Saudita.
Intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss, Moratti non ha nascosto il proprio disappunto per le modalità della separazione. “Quando è andato via Simone Inzaghi, che per me è andato via male, non mi è piaciuto cosa è successo”, ha dichiarato l’ex patron, sottolineando come il finale del rapporto non sia stato all’altezza del percorso compiuto insieme. Poi l’affondo più diretto, con un paragone pesante: “Ha imitato Mourinho con una cattiva imitazione, perché Mou aveva vinto il Triplete”. Un riferimento chiaro a José Mourinho, simbolo di un’epoca irripetibile della storia interista.
Nel corso dell’intervista, Moratti ha anche svelato quello che sarebbe stato il suo scenario ideale per il futuro della panchina nerazzurra dopo l’uscita di Inzaghi. “La mia Inter l’avrei affidata a Conte”, ha ammesso, indicando in Antonio Conte l’uomo giusto per proseguire un ciclo competitivo. Nonostante ciò, l’ex presidente ha riconosciuto i meriti dell’attuale gestione tecnica, spendendo parole di apprezzamento per la scelta fatta dalla società: “La scelta di Chivu è stata intelligente e coraggiosa perché è molto bravo e ha trovato la quadra”.
La chiusura è dedicata al campo e ai protagonisti che incarnano il calcio di qualità, da sempre caro a Moratti. “Un piacere vedere come si muove Modric”, ha detto, soffermandosi poi sui giovani talenti del panorama italiano: “Tra i giovani ammiro Nico Paz del Como, ha doti notevoli”. Un finale che conferma lo sguardo attento e appassionato di chi continua a osservare il calcio con amore e spirito critico.