Il Milan fa il suo dovere anche a Cagliari, conquista tre punti pesantissimi e si prende la vetta della classifica, scavalcando i cugini nerazzurri. Un sorpasso provvisorio, ma tutt’altro che banale, che racconta l’ambizione di una squadra decisa a restare agganciata alla lotta scudetto, al di là delle cautele verbali di Massimiliano Allegri.
Il tecnico livornese continua a spegnere entusiasmi e ad abbassare i toni, un copione già visto e condiviso anche da altri protagonisti della parte alta della graduatoria, da Chivu a Conte: nessuno vuole esporsi parlando apertamente di titolo, preferendo tenere come bussola la Champions League. Eppure, osservando il percorso dei rossoneri, emerge qualcosa di più di una semplice ricostruzione post-stagione complicata.
Il Milan ha identità, e la mano di Allegri è evidente. Soprattutto nelle partite sporche, come quella dell’Unipol Domus, affrontata in piena emergenza infortuni e risolta con ordine, pazienza e concretezza. Il primo tempo scorre senza grandi pericoli per Maignan, poi negli spogliatoi arriva la scossa dell’allenatore. Il risultato si materializza subito dopo l’intervallo, quando Leao trova il guizzo decisivo che indirizza la gara.
Il portoghese sale così a sei gol stagionali in campionato. Un bottino che può sembrare ridotto, ma va letto nel contesto: cinque partite saltate per infortunio e un peso specifico enorme nelle reti segnate. Quella di Cagliari vale tre punti, come quella contro la Lazio; la doppietta alla Fiorentina ne aveva portati altri tre. In totale, quattro gol direttamente decisivi per dodici punti complessivi, senza dimenticare le marcature nei pareggi con Parma e Pisa.
È il simbolo di un Milan capace di massimizzare ogni occasione. Cinismo, per qualcuno. Fatto sta che i rossoneri sbloccano spesso il risultato al primo tiro in porta, diventato ormai un marchio di fabbrica. I numeri parlano chiaro: 13 vittorie in campionato, otto di misura, cinque delle quali per 1-0, il celebre “corto muso”. E soprattutto una striscia di 16 partite senza sconfitte, la più lunga dal 2021/22, stagione culminata con l’ultimo tricolore.