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Modric: “Sono qui per vincere, il Milan è la mia scelta”

Il centrocampista croato, considerato da molti a fine carriera, si è reinventato protagonista nella squadra di Allegri e ora sogna lo scudetto.

Modric: “Sono qui per vincere, il Milan è la mia scelta”

Arrivato in Italia con la reputazione di essere un giocatore ormai vicino alla fine della sua carriera, Luka Modric ha sorpreso tutti, a partire dai suoi detrattori. In pochi mesi, il centrocampista croato è diventato uno dei pilastri del Milan di Massimiliano Allegri, una squadra che sta lottando con determinazione per il titolo di campione d’Italia. In una recente intervista al Corriere della Sera, Modric ha parlato della sua carriera e di come questa stagione sia risultata, per certi versi, inaspettata anche per lui.

“La vita ti sorprende sempre”, ha affermato con umiltà, riflettendo sulla sua carriera che, a un certo punto, sembrava ormai destinata a chiudersi nel Real Madrid. “Ero convinto di finire la mia carriera al Real Madrid, ma invece… questo è ciò che la vita ti riserva”, ha dichiarato. Eppure, la scelta di approdare al Milan non è stata casuale: “Se avessi mai avuto un’altra squadra, sarebbe stata il Milan. Sono qui per vincere”, ha concluso, dando un chiaro segno delle sue intenzioni.

La squadra rossonera, infatti, sta attraversando un periodo molto positivo, trovando finalmente quella continuità di rendimento che mancava da qualche anno. Il Milan, con Allegri in panchina, si trova ora nel gruppetto delle squadre che lottano per i primi posti in classifica, e Modric non nasconde le sue ambizioni: “Al Milan si deve giocare sempre per vincere, solo per vincere. Lo scudetto? È possibile. Ma il campionato è lungo, nel calcio devi pensare partita per partita. Se inizi a guardare troppo avanti, ti perdi”, ha sottolineato, con la saggezza di chi sa che il percorso è ancora lungo e pieno di insidie.

Ma la sua connessione con il Milan non è certo nuova. Modric, infatti, è sempre stato un grande ammiratore della squadra rossonera, un legame che affonda le radici nel passato e nelle sue passioni giovanili: “Ero milanista per via di un grande eroe della mia infanzia: Zvonimir Boban. Il capitano della Croazia che sfiorò l’impresa al Mondiale 1998 in Francia. Per noi, fu qualcosa di incredibile, un paese che usciva da una guerra devastante e si affacciava sul mondo. Mio padre mi regalò la tuta del Milan quando non avevo nemmeno tredici anni”.

E, oltre a Boban, Modric non nasconde la sua ammirazione per un altro grande della Serie A: “Oltre a Boban, il mio idolo era Francesco Totti. In Serie A c’erano calciatori favolosi. Li guardavo e mi dicevo: quello è il calcio che voglio giocare”.

Nel corso della sua carriera, Modric ha avuto il privilegio di lavorare con alcuni dei più grandi allenatori del panorama calcistico mondiale, e anche Allegri non è sfuggito alla sua attenzione: “Massimiliano Allegri ha una personalità incredibile. Somiglia un po’ a Carlo Ancelotti: è sensibile, divertente, ama fare scherzi. Ma sul campo, come allenatore, è un grandissimo. Sa di calcio come pochi. Non lo conoscevo così bene, ma sono felice che oggi sia il mio allenatore”.

Modric ha anche parlato di Carlo Ancelotti, che lo ha guidato al Real Madrid, un uomo che rappresenta molto più di un semplice tecnico: “Carlo è il numero uno. È difficile trovare parole per descriverlo. Non solo per le sue qualità in panchina, ma per il suo modo di essere. Abbiamo parlato tante volte di Milano e del Milan, quando eravamo a Madrid. Anche per lui questo posto era unico. Ricordo quando lo conobbi: ero solo in città, e lui mi telefonò e mi disse: «Vieni a cena con me». Parlammo per ore, di calcio, della famiglia, della vita. Gli allenatori di solito non danno confidenza ai giocatori, ma lui sì”.

Modric non dimentica anche il suo rapporto con José Mourinho, che lo portò al Real Madrid: “Mourinho è stato speciale, come tecnico e come persona. Fu lui a volermi al Real Madrid, senza di lui non sarei mai arrivato. Mi dispiace averlo avuto per una sola stagione. Tra tutti, era il più duro. L’ho visto fare piangere Cristiano Ronaldo, uno che in campo dà tutto, per una volta che non rincorse un terzino. Mourinho è molto diretto con i giocatori, ma è onesto. Trattava Sergio Ramos e l’ultimo arrivato allo stesso modo: se doveva dirti qualcosa, te la diceva senza peli sulla lingua”.

Con una carriera costellata da momenti memorabili e una nuova avventura che lo vede protagonista a Milano, Luka Modric ha ancora molto da dare al calcio, e il suo sogno di vincere con il Milan sembra essere sempre più a portata di mano.