La Fiorentina è pronta a voltare pagina, non solo sul campo ma anche in dirigenza e sul mercato. L’arrivo di Fabio Paratici, previsto nei primi giorni di gennaio, porterà la scossa attesa, con cambi in ogni reparto e una rosa destinata a mostrare un volto completamente rinnovato.
Saluti eccellenti
Non mancheranno partenze importanti e la più probabile riguarda Edin Dzeko. L’esperienza del bosniaco in riva all’Arno sembra giunta al termine: poco spazio, solo due gol in Conference League e mai realmente protagonista né con Pioli né con Vanoli. Dzeko, arrivato a costo zero, ha un contratto fino a giugno e un ingaggio di 1,8 milioni. La volontà comune tra giocatore e club sarà quella di trovare una soluzione condivisa, coerente con il progetto viola.
Obiettivi offensivi
Per l’attacco, la Fiorentina cerca almeno un esterno offensivo, più che un centravanti. Nel mirino è finito Jeremie Boga, in uscita dal Nizza, ma non manca l’attenzione verso giovani di prospettiva come Mateo Silvetti, classe 2006 dell’Inter Miami.
Intoccabile resta Moise Kean, la cui cessione sarà valutata solo a fine stagione, considerando anche la clausola rescissoria da 62 milioni attiva dal 1 al 15 luglio. Altri nomi come Roberto Piccoli non sono in uscita: l’ex Cagliari non potrebbe giocare in un terzo club nella stagione corrente.
Servono gol e scosse
Il reparto offensivo deve ritrovare continuità: tra Kean, Piccoli e Dzeko sono solo 5 gol in 17 partite di Serie A (4 di Kean, 1 di Piccoli, 0 di Dzeko). La sfida alla Cremonese sarà il primo banco di prova per valutare la scossa che Vanoli e Paratici intendono imprimere.
Sul fronte centrocampo, restano sotto osservazione Lazar Samardzic (2002, Atalanta) e Marco Brescianini (già seguito nell’estate 2024), mentre in uscita figurano Nicolussi Caviglia e Amir Richardson, quest’ultimo vicino al trasferimento dopo non essere stato convocato contro il Parma.
Con l’assetto tattico da ridefinire e il mercato pronto a dare nuovi impulsi, la Fiorentina punta a trasformare gennaio in un mese di rilancio. Dzeko potrebbe salutare, ma il vero segnale di svolta arriverà dai gol dei nuovi innesti e dal ritorno di efficacia dell’attacco viola.