Non è stato un lampo isolato, ma l’ennesima dimostrazione di un meccanismo che gira. Contro il Sassuolo, anche senza una giocata risolutiva, l’attacco del Torino ha confermato di saper dialogare, muoversi e creare soluzioni diverse. Emblematica l’azione con Duvan Zapata che esce dall’area sul centro-sinistra, trascina via il marcatore, chiama palla e finta lasciando spazio a Che Adams: un copione già visto, che ricorda la combinazione culminata nel gol di Ilic contro l’Atalanta nella scorsa stagione.
Quella mossa non ha deciso la partita, ma ha raccontato molto. Le connessioni tra le punte granata funzionano, anche quando a incidere sono altri dettagli, come accaduto nella ripresa dopo l’ingresso di Giovanni Simeone al posto del capitano colombiano. Il dato resta: il Toro ha un attacco che sa trovarsi e produrre gol.
Tre più uno
I “veri nove” sono tre: Simeone, Adams e Zapata. Ma nel conto va inserito anche il quarto uomo, Vlasic, fondamentale nel legare il gioco, rifinire e raccogliere seconde palle. I numeri spiegano bene il peso del reparto: il Torino viaggia a una media di una rete a partita (16 gol in 16 giornate) e il blocco offensivo “tre più uno” ne ha firmati 12.
Quattro reti a testa per il Cholito e per il croato, tre per Adams e una per Zapata, tornato decisivo anche senza segnare. A completare il quadro c’è il sigillo di Ngonge, provato più avanzato da Baroni, mentre gli altri gol sono arrivati dai difensori Coco e Maripan, oltre a un’autorete. La trazione del Toro è chiaramente anteriore.
Scelte e rotazioni
La buona notizia per Baroni è non dover più fare i conti con le emergenze, ma poter scegliere. Ruotando le tre punte (Vlasic escluso dal ballottaggio), l’allenatore mantiene alta l’intensità offensiva. Non a caso, nelle ultime cinque partite i granata sono sempre andati a segno.
Adams è quello che più interpreta il ruolo di rifinitore, alternandosi con Vlasic: contro il Sassuolo si è visto spesso abbassarsi sulla trequarti, con il croato più vicino alla porta. Ai suoi movimenti incontro palla fanno da contrappeso gli attacchi in profondità dei compagni. Da un suo duello vinto a metà campo è nata una grande occasione per Simeone, neutralizzata da Muric; da un altro passaggio per l’argentino è scaturito il fallo che ha portato al rigore trasformato da Vlasic.
Tempi giusti
Superati gli acciacchi, Baroni sta gestendo Zapata e Simeone con cambi programmati e tempi precisi. Nelle ultime due vittorie: prima ora per il colombiano, mezz’ora abbondante per il Cholito. Adams, invece, è partito titolare nelle ultime quattro gare. Una strategia confermata dal tecnico nel post partita: «Era una mossa preventivata, c’era spazio per far male».
Il Torino si è rialzato così, con la forza del suo attacco. Varietà, intesa e rotazioni: ingredienti che stanno restituendo fiducia e punti ai granata.