Nico Paz e Domenico Berardi, due leader diversi per età e percorso, si ritrovano protagonisti nella prima storica sfida di Serie A tra Como e Sassuolo. L’argentino è una meteora destinata a tornare al Real Madrid a fine stagione, con il diritto di recompra fissato a 10 milioni, mentre l’italiano è una bandiera del Sassuolo, rimasta fedele al club rinunciando alla corte di grandi squadre come la Juventus. A unirli, però, un piede mancino sopraffino e la capacità di incidere sul gioco.
Moduli e numeri
Classe e fantasia diverse, condizionate dai ruoli: Paz agisce da trequartista con ampio spazio di manovra, Berardi più vincolato nel 4-3-3 tipico del Sassuolo. Nonostante ciò, entrambi mantengono livelli produttivi elevati. In campionato Paz ha segnato 5 gol e fornito 4 assist, Berardi uno in meno. Se si guarda all’anno solare 2025, Paz ha già totalizzato 8 reti e 9 assist, unico giocatore della Serie A con almeno 8 gol e 8 passaggi vincenti. Berardi, con dieci stagioni in più, ha superato quota 126 gol e si avvicina a 86 assist in carriera. Interessante anche il suo rendimento contro squadre affrontate per la prima volta: contro il Como, ad esempio, 5 gol e 2 assist nelle ultime 9 sfide. Solo Immobile e Zapata hanno segnato contro più squadre di Serie A attualmente in campo.
Un regalo per Grosso
In conferenza, Cesc Fabregas ha lodato Berardi: «Con quel mancino può sempre fare la differenza, è individualmente fortissimo, capace di creare pericoli in qualsiasi momento». Fabio Grosso, tecnico del Como, ha risposto sottolineando la qualità di Paz: «È uno dei giocatori forti di questa squadra. Tanti giovani sono sostenuti da chi ha più esperienza. Questa è una squadra costruita bene, con investimenti importanti». E ha chiesto ai suoi ragazzi un regalo speciale per il suo 48° compleanno: «Sappiamo che andiamo incontro a una partita difficile, cercheremo di alzare il nostro livello perché se non saremo bravi sarà difficile ottenere un risultato positivo».