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Atalanta, la scintilla ritrovata: il tridente fa sognare Palladino

Dopo il 3-0 sull'Eintracht, la squadra sembra aver ritrovato entusiasmo e voglia di vincere: domenica test di conferma contro la Fiorentina

Atalanta, la scintilla ritrovata: il tridente fa sognare Palladino

Un lampo di cinismo, rapidità e concretezza. Così si è vista l’Atalanta a Francoforte: cinque minuti che hanno acceso l’entusiasmo di Raffaele Palladino e dell’intero staff, ricordando a tutti quale fosse l’essenza offensiva della squadra bergamasca. Dal 15′ al 20′ della ripresa, da 0-0 a 0-3, la Dea ha materializzato quell’istinto alla porta avversaria che l’ha resa temuta negli ultimi anni. Una scintilla da trasformare in continuità, anche in campionato, per affrontare una risalita ancora complicata.

Il tridente ritrovato

Il lavoro di Palladino ha acceso le lampadine offensive: Lookman, Scamacca e De Ketelaere hanno mostrato sintonia e cattiveria realizzativa. Gol di Lookman e De Ketelaere, assist reciproci, legni colpiti e idee chiare: il concetto è semplice ma efficace. La Dea ha ritrovato quella fluidità che permette agli attaccanti di esprimersi al meglio, con libertà negli ultimi trenta metri e meno movimenti predefiniti, privilegiando personalità e intuito. Gianluca Scamacca lo ha spiegato chiaramente: «Positività, serenità, fiducia e soprattutto poche idee, ma chiare e precise: così ci ha fatto sentire solidi e protetti».

Il dna della Dea

Palladino ha ribadito tre regole: cercare di più gli attaccanti, permettere loro di trovarsi dove possono fare male, e garantire libertà creativa negli ultimi metri. Con Scamacca, De Ketelaere e Lookman il dialogo è diventato strumento di crescita: ognuno conosce il proprio ruolo e le proprie responsabilità, con applicazione difensiva ma anche spinta offensiva. Il risultato è un’Atalanta riconoscibile, aggressiva e propositiva, capace di dominare le partite e di riprendere quel filo interrotto da settimane.

Quella vista a Francoforte non è solo una vittoria: è la prova che l’identità offensiva della Dea può tornare a essere il marchio di fabbrica della squadra. E Palladino, con la sua cura e le sue regole, sembra aver trovato la chiave giusta per riaccendere la fiamma.